Il Pil e le profezie di sventura: il valore economico del Parco nazionale Arcipelago Toscano

[18 settembre 2014]

Il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano è soddisfatto per i dati sul valore aggiunto del Pil pro-capite dei Parchi pubblicati da ministero dell’ambiente ed Unioncamere e dei quali greenreport.it ha dato dettagliatamente conto ieri, sia per quanto riguarda la situazione nazionale che per quella Toscana, e ne ha ragione. Quelle cifre fanno giustizia di anni di propaganda anti-parco e di piagnistei politici che annunciavano prima e supponevano poi un effetto deprimente del Parco Nazionale sull’economia che, cifre alla mano, non solo non c’è stato ma addirittura le isole toscane sono addirittura davanti al “ricco” Parco delle 5 Terre e con un Pil procapite che è quasi tre volte quello di alcuni Parchi nazionali del Meridione.

In una nota l’Ente Parco entra ancora più nei dettagli locali del rapporto «L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette” e sottolinea che «Per la prima volta un rapporto ufficiale raccoglie i dati sul valore  economico dei Parchi» e che «Dal rapporto emergono dati interessanti per il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (PNAT): nel 2011  tra i casi di esperienze positive nel connubio economia territorio, con il  maggior valore aggiunto privato pro capite  il PNAT è al secondo posto in Italia:  primo  il parco  dello Stelvio-Stilferjock, con 22.491 euro, secondo quello dell’Arcipelago Toscano con 20.991 euro, che precede addirittura il “turistico” Parco Nazionale delle 5 Terre (20.918 euro). Il PNAT al secondo posto anche tra i parchi Nazionali a maggiore presenza straniera,  al terzo posto tra i parchi a maggiore incidenza di imprese straniere,  al terzo posto  per i parchi con il maggior numero di notti trascorse nelle strutture turistiche.  Nelle  specializzazioni agricole  tra tutti  Parchi nazionali  il PNAT è segnalato per  la rilevanza nella coltura viticola».

Il presidente e la direttrice del PNAT, Giampiero Sammuri e Franca Zanichelli,  erano presenti  a Roma al confronto tra ministero dell’ambiente, parchi, Federparchi, università e associazioni ambientaliste e che ha avuto una grande partecipazione delle aree protette  sensibili al tema del valore dell’economia reale nel sistema delle aree protette e sulle opportunità di crescita del Paese grazie al capitale naturale e alla Green Economy..Secondo Sammuri, che è anche presidente di Federparchi, «I dati del rapporto confermano che la Green Economy è la strada giusta per creare opportunità di lavoro dentro il Parco.  È già in cantiere la redazione del bilancio di sostenibilità dell’Arcipelago Toscano: strumento di conoscenza, dialogo e relazione, per  consentire ai cittadini e a tutti gli interlocutori del Parco di formulare una valutazione consapevole su come l’Ente interpreta e realizza la sua missione.  A breve inizieremo a lavorare anche sulla Carta europea del turismo sostenibile, (CETS) uno strumento metodologico ed una certificazione che permettono una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile. Fondamentale sarà la collaborazione tra tutte le parti interessate per sviluppare una strategia comune ed un piano d’azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un’analisi approfondita della situazione locale. L’obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori. I parchi intesi solo come vincoli e burocrazia ormai appartengono al passato. I dati ci dicono che un parco è fonte di vantaggi economici reali ed opportunità, spesso sconosciute all’interno dello stesso territorio protetto che ne beneficia. La cosa poi fondamentale è che questo risultato non è il frutto di un’analisi che hanno fatto i parchi o il Ministero dell’Ambiente, ma quello che dice l’Associazione che rappresenta oltre 6 milioni di imprese italiane: Unioncamere»

L’Atlante socio-economico delle aree protette italiane, è consultabile online:

http://www.areeprotette-economia.minambiente.it/