Quando i pinguini erano giganti alti come un uomo e pesavano 100 chilogrammi

Hanno occupato le nicchie ecologiche lasciate libere dall’estinzione dei dinosauri?

[14 dicembre 2017]

Lo studio “A Paleocene penguin from New Zealand substantiates multiple origins of gigantism in fossil Sphenisciformes”, pubblicato su Nature Commications dal  tedesco Gerald Mayr del Senckenberg Gesellschaft für Naturforschung e dai neozelandesi Paul Scofield e Vanesa De Pietri del Canterbury Museum e Alan Tennyson del Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa, descrive una specie di pinguino gigante finora sconosciuta. Nello studio i ricercatori dimostrano che il “gigantismo” non era un evento raro nei primi pinguini  apparsi sulla Terra e che probabilmente si era sviluppato proprio a causa della loro inettitudine al volo.

A questo antico pinguino, un gigante rispetto ai suoi simili moderni, è stato dato il nome scientifico di Kumimanu bicae; nelle lingua Maori, Kumi significa “mostro” e manu “uccello” e gli scienziati neozelandesi hanno scelto così di sottolineare la straordinarietà della loro scoperta.

Mayr spiega: «Abbiamo esaminato le ossa delle ali e delle gambe di questo pinguino e ci siamo resi subito conto che stavamo guardando una specie precedentemente sconosciuta. Le dimensioni delle ossa indicano  che questa specie era alta più di 1,7 metri e pesava più di 100 chilogrammi».

La nuova scoperta pone il Kumimanu bicae  tra le più grandi specie di antichi pinguini scoperte finora, superato per dimensioni corporee solo da una specie fossile dell’Antartide, che però è conosciuta solo per pochi resti molto frammentati.

I resti fossilizzati del pinguino gigante sono stati trovati Scoperto a Hampden Beach, a sud di Christchurch, nella regione di Otago, nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda in Nuova Zelanda, lo scheletro fossilizzato era così nascosto nella roccia che inizialmente gli scienziati lo avevano scambiato per una tartaruga. Ma quando il team di ricerca ha iniziato lo scavo del colosso e ha trovato diverse parti dello scheletro: ossa delle spalle, delle gambe, dello sterno e alcune vertebre, insieme ad altri frammenti ossei che suggeriscono che K. biceae aveva i femori più lunghi di qualsiasi pinguino.

Fli scienziati dicono che «Le datazioni  rivelano che l’uccello visse durante il tardo Paleocene, cioè da circa 59 a 56 milioni di anni fa. I fossili sono quindi tra i più antichi resti di pinguini conosciuti ed è notevole che anche queste prime forme avessero raggiunto dimensioni così enormi».

Nello studio, l’ornitologo tedesco e i suoi colleghi neozelandesi dimostrano anche che, filogeneticamente, la nuova scoperta rappresenta una specie piuttosto arcaica, che si era chiaramente differenziata dai pinguini giganti noti fino ad oggi delle epoche geologicamente più giovani dell’Eocene e dell’Oligocene. Mayr aggiunge: «Il Kumimanu dimostra che il gigantismo non era raro tra i primi pinguini, anche nella fase iniziale della loro evoluzione». Gli scienziati ritengono che questo gigantismo si sia sviluppato a causa dell’inattitudine al  volo do questi  uccelli marini, il che porta a chiedersi perché oggi non sia sopravvissuta nessuna specie di pinguino gigante. La teoria più fondata suggerisce che il gigantismo si sia evoluto poco dopo che i pinguini hanno perso la capacità di volare e si sono tuffati in acqua, per riemergere come fossili milioni di anni dopo. «Il gigantismo potrebbe quindi essere una caratteristica intrinseca dei pinguini del Paleogene, che potrebbero essersi evoluti subito dopo la cessazione dei vincoli aerodinamici», si legge nello studio. Ma non è chiaro il motivo per cui i pinguini fossero diventati così grandi.   I ricercatori fanno la seguente ipotesi: «I pinguini giganti si sono sviluppati poco dopo l’estinzione di massa verso la fine del Cretaceo, circa. 66 milioni di anni fa. È possibile che la scomparsa dei grandi rettili marini abbia consentito ai pinguini di esplorare nuove nicchie ecologiche. Tuttavia, con la comparsa di altri grandi predatori marini come le foche e i cetacei dentati, i pinguini hanno dovuto affrontare nuovi competitori e predatori, che potrebbero aver portato alla loro estinzione».

I pinguini avrebbero perso la capacità di volare, acquisito la capacità di nuotare e si sarebbero trasfornati in mega-pinguini in 5 milioni di anni, un periodo molto breve, e questo potrebbe significare che il lignaggio dei pinguini potrebbe essere molto più antico di quanto si pensasse e che i primi pinguini, discendenti dagli stessi dinosauri, avrebbero potuto coesistere con i dinosauri terrestri e marini prima che si estinguessero.

Anche se il pinguino gigante può apparire sorprendente rispetto ai suoi moderni discendenti in smoking, Mayer non è stato particolarmente sorpreso dalle sue dimensioni: «In realtà, si è visto spesso che gli uccelli incapaci di volare diventano molto grandi. Uno deve piuttosto rispondere alla domanda perché oggi non ci sono pinguini giganti».

Il team tedesco-neozelandese spera in ulteriori scoperte che possano far luce su questa e altre nuove domande.