Piombino, quale futuro per Tor del Sale? Dall’oasi Wwf: «Del progetto Enel non sappiamo niente»

[27 aprile 2015]

Sul futuro della centrale termoelettrica di Tor del Sale, poco fuori Piombino, sono poche le ipotesi che possano vantare qualche certezza. Al momento soltanto una sembra avere qualche credito: nella centrale Enel non si produrrà più energia, non ci sarà la riconversione da olio combustibile. Dunque, che fare? Sulle pagine de Il Tirreno in questi giorni il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, si è fatto portatore di una nuova idea: realizzare al posto della centrale un grande centro commerciale, affiancando l’opera a un raddoppio dell’oasi Wwf Orti-Bottagone.

«Enel ci crede moltissimo – dichiara Giuliani al Tirreno – tanto che ha presentato il progetto-Piombino ai suoi duecento top manager. Contano di esportarlo in altre zone d’Italia e anche in impianti in dismissione che hanno all’estero […] Il progetto parte dall’ambiente. La centrale è proprio a fianco dell’oasi Wwf di Bottagone che contiamo di raddoppiare. Dove ora ci sono i depositi di carburante ci verrà un laghetto. E l’area ospiterà un laboratorio ambientale permanente a disposizione delle scuole».

Ma a che punto è il progetto? All’oasi Wwf, che sarebbe diretta interessata nell’evoluzione del territorio, nell’aria sembra si respiri più attesa che entusiasmo.

«Del progetto Enel non sappiamo assolutamente niente – dichiara da Orti-Bottagone Silvia Ghignoli, contattata telefonicamente – L’idea del raddoppio dell’oasi è invece partita da noi, ma ancora non ci sono certezze. Abbiamo fatto un primo sopralluogo nell’area di proprietà Enel per osservare la fauna presente, ma dovremo chiedere di tornare. Dopodiché dovremo redigere un piano con le nostre proposte, che dovrà essere presentato alla Provincia di Livorno per una valutazione». E qui si aprono ulteriori incertezze, visto il più che mai traballante destino delle province italiane.

A causa della grande incertezza sul destino di Tor del Sale, l’idea è quella di chiedere che per il Sir (Sito d’interesse regionale, da bonificare) si apra la strada dell’oasi, prima che rischi di venire destinato a scopi meno nobili. Mentre per il futuro del Sin (Sito d’interesse nazionale, in questo caso l’impianto termoelettrico vero e proprio), solo adesso rimbalza sui media locali l’ipotesi del centro commerciale. Come convivono un’oasi e un outlet? Anche qui i punti interrogativi sono molti. «Dovremmo valutare l’ampiezza del centro, la sua portata, i possibili interventi urbanistici correlati… certo un’attività commerciale tanto grande accanto a un’area protetta sarebbe piuttosto inusuale. Ma al momento è presto per valutare, aspettiamo il progetto». Nel mentre anche i contorni dell’operazione non possono che rimanere vacui; anche del prospettato “laghetto” al posto dei depostiti di carburante, ad esempio, all’oasi sembra che nessuno ne abbia mai sentito parlare.

Il rischio che si inizia a profilare per l’area sembra per certi versi speculare a quello in corso con Cevital per l’acciaieria ex Lucchini. Le promesse in questi mesi non sono mancate, alcune anche molto interessanti, ma la giustificata ansia derivante dal non avere ancora tra le mani un piano industriale concreto non ha avuto modo di placarsi. In entrambi i casi le buone notizie per l’ambiente sembrano risiedere soprattutto nella volontà di portare finalmente avanti le bonifiche, ma sono impegni che aspettano di essere concretamente fissati. Anche a Tor del Sale le prospettive sono ancora «dai contorni indefiniti – commenta per greenreport Adriano Bruschi, presidente di Legambiente Val di Cornia – molto velleitarie e incerte. Non si capisce attraverso quali studi di settore sia stata avanzata l’ipotesi del centro commerciale, quali siano le basi reali per la buona riuscita del progetto, e in che misura sia una sortita tipica di un periodo pre-elettorale». Ancora una volta, dopo le promesse Piombino aspetta delle risposte.