Pipistrelli salvi? Scoperto come funziona la sindrome del naso bianco

[14 gennaio 2015]

Per la prima volta gli scienziati sono stati in grado di dare una spiegazione dettagliata di come la sindrome del naso bianco stia uccidendo milioni di pipistrelli, prima in Europa e poi in Nord America. Secondo lo studio “White-nose syndrome initiates a cascade of physiologic disturbances in the hibernating bat host”, pubblicato su BMC Physiology da un team di scienziati statunitensi della’U.S. Gelogical Survey (Usgs) e dell’università del Wisconsin, si è riusciti a creare un modello di  come la malattia progredisce dall’infezione iniziale alla morte dei pipistrelli durante il letargo.

La principale autrice dello studio, Michelle Verant, che lavora sia per l’università del  Wisconsin che per il National Wildlife Health Center dell’Usgs, spiega che «Questo per noi è un modello eccitante, perché ora abbiamo un quadro di riferimento per comprendere come funziona il patogeno in un pipistrello. I meccanismi descritti in questo modello saranno fondamentali per la tempistica corretta per efficaci strategie di mitigazione malattia».

Gli scienziati hanno ipotizzato che la sindrome del naso bianco, provocata dal fungo Pseudogymnoascus destructans, porti alla  morte i pipistrelli aumentando la quantità di energia utilizzata durante il letargo invernale. I chirotteri delle aree fredde e temperate devono razionare attentamente il loro approvvigionamento energetico durante l’ibernazione, per sopravvivere senza mangiare fino a primavera. Se utilizzano le loro limitate riserve di energia limitata, possono morire.

I ricercatori dell’Usgs ha  testato l’ipotesi dell’esaurimento dell’energia durante l’ibernazione misurando la quantità di energia utilizzata da pipistrelli infetti e sani durante il letargo, in condizioni simili, ed hanno scoperto che i pipistrelli con la WNS durante l’ibernazione utilizzano il doppio dell’energia dei pipistrelli sani e che questo crea squilibri fisiologici potenzialmente letali che potrebbero inibire le normali funzioni coropree.

Gli scienziati statunitensi hanno anche scoperto che questi effetti iniziano prima che ci siano gravi danni alle ali dei pipistrelli e prima che la malattia causi un aumento dei livelli di attività nei pipistrelli in letargo.

La Verant sottolinea che «I segni clinici non sono l’inizio della malattia, perché probabilmente riflettono fasi più avanzate della malattia avanzata. “Questa scoperta è importante perché gran parte della nostra attenzione in precedenza si era indirizzata verso quelli che ora sappiamo essere pipistrelli nelle fasi successive della malattia, abbiamo osservato le infezioni fungine visibili ed i cambiamenti comportamentali».

I principali risultati dello studio sono: «Alla fine dell’esperimento, i pipistrelli infettati  con P. destructans avevano proporzioni più elevate di massa magra che di massa grassa rispetto ai pipistrelli non infette. Questo risultato significano che i pipistrelli con WNS utilizzano due volte più grasso dei pipistrelli di controllo sani nello stesso periodo di ibernazione. Anche la quantità di energia che hanno usato era asuperiore a quella che ci si aspetta per  il letargo normale dei piccoli pipistrelli bruni sani. I pipistrelli con lievi danni alle ali avevano elevati livelli di anidride carbonica disciolta nel sangue con conseguente acidificazione e squilibri del pH in tutto il loro corpo. Avevano anche alti livelli di potassio, che può inibire la funzione normale cardiaca».