Più biodiversità e un verde urbano sostenibile, con le specie erbacee spontanee mediterranee

[5 giugno 2013]

Il verde urbano e peri-urbano è spesso banale, omologato, si vedono ovunque le stesse piante che non sempre sono autoctone e vi si insediano malvolentieri in un contesto che non è il proprio. Si pensi al “prato all’inglese”, che è climaticamente fuori luogo nelle città mediterranee. Se il prato sempreverde è un classico nelle umide pianure britanniche, negli ambienti mediterranei diventa un estraneo, un ecosistema in perenne crisi, sempre assetato, sempre bisognoso d’acqua e strepitosamente costoso. E dal punto di vista morale c’è da domandarsi se un Paese in difficoltà possa permettersi spese cospicue derivanti da irrigazioni e da cure eccessive del verde o se non debba, invece, trovare il modo di portare la semplicità, la biodiversità, il “verde di casa nostra” dentro le zone urbane non solo per ridurre i costi ma anche per rendere la scena urbana, come è logico che sia, una naturale continuità del paesaggio che non deve essere chiuso fuori.

Il Manuale Ispra “Specie erbacee spontanee mediterranee per la riqualificazione di ambienti antropici”, presentato a Roma il 31 maggio, durante una Tavola Rotonda organizzata dall’Ispra, intende fornire indicazioni utili in un ambito, quello mediterraneo, che non sempre risulta idoneo per l’insediamento di prati fioriti e intende, inoltre, sottolineare la possibilità di aumento della biodiversità all’interno degli ecosistemi urbani mediante l’uso delle nostre piante spontanee. Il Manuale, tra i primi nel panorama scientifico italiano a trattare le criticità e le possibilità d’impiego delle specie erbacee spontanee mediterranee in aree degradate, rappresenta una sfida che, se opportunamente colta, potrà contribuire alla riqualificazione di ambienti antropizzati.

L’impiego di piante erbacee spontanee autoctone negli spazi a verde è un potenziale strumento per la gestione sostenibile da considerare sia nel contesto della normativa sullo sviluppo degli spazi verdi urbani (Legge 14 gennaio2013, n. 10) sia nell’area di lavoro Aree Urbane della Strategia Nazionale per la Biodiversità.
Negli arredi urbani e peri-urbani di aree mediterranee solo le piante che vi vegetano spontaneamente possono contribuire concretamente al contenimento dei prelievi idrici ed alla riduzione del costo delle cure colturali. L’impiego di piante erbacee spontanee autoctone (i “fiori di campo” o, all’inglese, le wildflowers) negli spazi a verde è, però, una tecnica recente nel nostro paese ed è perciò necessaria l’intensificazione di studi al riguardo, sia per quanto riguarda la valutazione del comportamento in opera delle numerose specie della nostra flora, sia per il raggiungimento della conoscenza approfondita delle esigenze eco-fisiologiche delle piante più idonee. Soprattutto nelle aree con marcata siccità estiva.