Provvedimenti effimeri e contraddittori da parte del Governo e del Parlamento

La politica riprenda ad occuparsi dei Parchi

Per le aree protette è un brutto momento: è così che la confusione regna sovrana

[30 giugno 2014]

La politica , quella con la P maiuscola , quella che sa analizzare e progettare scegliendo coraggiosamente   tra opzioni diverse, quella che non è solo lotta per il potere o il puro esercizio di gestione privo di innovazione   ma capacità di avere una visione delle cose nell’interesse generale ed un idea di futuro, si sta riaffacciando , sta rialzando la testa. Almeno così sembra dalle intenzioni e dalle prime mosse del governo Renzi. Saranno i fatti ed il tempo a dimostrare se ci sarà corrispondenza tra propositi e risultati concreti , ma per ora accontentiamoci e stiamo a vedere con curiosità e vigile aspettativa.

Ancora però, nell’agenda abbastanza fitta del Presidente del Consiglio, non si vede traccia del tema della sostenibilità ambientale e del suo rapporto con l’economia e con la ripresa del paese. E’ una dimenticanza? credo di no. Più realisticamente si può presumere che la sostenibilità ambientale non sia tra le priorità che per Renzi, in questo momento, sono invece il lavoro, la riforma dell’amministrazione pubblica, la legge elettorale, le riforme istituzionali e quella della giustizia , oltre che , inevitabilmente, la gestione del semestre di Presidenza U. Non è facile dare torto a Renzi anche se qualche accenno ai temi dell’ambiente poteva pur farlo nel suo programma di governo (dove la parola ambiente non compare mai) e poteva nominare un Ministro meno improbabile del commercialista di Bologna.

Ma veniamo ai Parchi.

L’ultima notizia è quella contenuta nel Decreto Legge n. 91 del 24 giugno 2014  (Decreto legge   per il settore agricolo , la tutela ambientale ecc.) dove all’art. 11 , comma 4 ,compare   una norma dedicata al Parco delle Cinque Terre. Incuriositi si spulcia l’articolo in questione e cosa si ritrova? che in quel Parco, a causa dell’alluvione che ha colpito la Liguria ben quattro anni fa, occorre nominare in tutta fretta un Direttore.

Visto  il tempo trascorso dall’alluvione ,  che cosa ci azzecca il Parco delle Cinque Terre con il Decreto Legge in questione? Poco o  nulla. Allora  si scopre l’arcano e si capisce  che tutto nasce dal fatto che il  comma 4 dell’art. 11 del Decreto Legge  n.91 serve solo    a  bypassare l’albo dei Direttori di Parco  per   lasciare mano libera al Ministro nella scelta del Direttore delle Cinque Terre. Una bella contraddizione rispetto al contenuto dell’altro Decreto Legge, quello n. 90 del 24 giugno 2014 ,per la cosi detta riforma della Pubblica Amministrazione, che invece amplia la possibilità per Sindaci e  Governatori di scegliersi i Dirigenti.

Probabilmente il Governo considera i Parchi nazionali Enti non ancora pienamente affidabili e come tale da mantenere “sotto tutela”. Il centralismo Ministeriale è duro a morire e si perpetua anche con un Presidente del Consiglio che ha fatto fino a pochi mesi fa il Sindaco.

Ma la contraddizione di questo provvedimento fa a pugni anche con un altro  disegno  di legge governativo di alcuni mesi fa ,il  cosi detto “collegato ambientale alla legge finanziaria per il 2014”, che , in modifica  della Legge 394/91 , prevede che a nominare i Direttori dei Parchi nazionali siano i Consigli Direttivi dei Parchi , anziché il Ministro. In sostanza , come spesso accade , da un canto si professa una cosa  e dall’altro si opera in direzione esattamente contraria. Insomma una mano non sa cosa fa l’altra.

L’ episodio che riguarda le Cinque Terre sarebbe in se abbastanza trascurabile se   non fosse uno dei tanti fatti contraddittori e pasticciati che stanno purtroppo caratterizzando l’attività del Ministero dell’Ambiente , a proposito dei Parchi, in queste ultimi tempi e da prima dell’avvento del governo Renzi. Ne elenco al volo solo alcuni, tutti contrassegnati   da un centralismo ministeriale “di ritorno” tanto pasticcione quanto goffo.

Nel DPR di un anno fa che ha riguardato la composizione dei Consigli dei Parchi nazionali sono state ridotte  le rappresentanze  del mondo scientifico e di quello ambientalista ma si sono mantenute  intatte quelle dei Ministeri, dell’Ambiente e  dell’Agricoltura  ,che così conservano per se  il ruolo di controllati e di controllori.

Ancora, nel sopraddetto “collegato ambientale alla legge finanziaria del 2014”, ( che si ventila verrà presto accantonato e sostituito con un altro Disegno di Legge) si prevede che la nomina dei presidenti dei Parchi nazionali sia di esclusiva competenza   del Ministro togliendo di mezzo l’intesa con la Regione interessata, come invece  prevede la Legge quadro sulle aree protette .

Se a tutto ciò si aggiunge il contenuto del Progetto di legge   per la revisione della Legge 394, attualmente in discussione al Senato  ed i cui  contenuti sono ancora difformi sia da quanto prevede il “collegato ambientale” che il  decreto legge n. 91 del 24 giugno 2014 che riguarda  la nomina del Direttore delle Cinque Terre,si capisce che siamo  chiaramente nella confusione  più assoluta..

Di fronte a questo vero e proprio guazzabuglio viene da chiedersi  dove sia finita  la politica, non gia quella con la P maiuscola  (sarebbe chiedere troppo), ma  la ben più modesta “politica normale ” quella che dovrebbe essere dotata di un minimo di linearità e di coerenza. L’interrogativo che è legittimo porsi è se siano  loro ( Ministri e Parlamentari) a fare tutto questo “casotto” a proposito dei Parchi o non siano invece  le strutture tecnico-amministrative dei Ministeri competenti  che mal li consigliano. Io credo più alla prima ma non ne sono del tutto sicuro.

Da tutto ciò ne traggo un ulteriore ragione per ribadire quanto ho gia avuto modo di scrivere poche settimane fa su questo giornale a proposito della necessita di una di riflessione seria per quanto riguarda il testo di revisione della Legge 394 in discussione al Senato. Credo che recuperando un pò del  sempre più raro “buon senso”  da parte della politica sia necessario fermare  questo “diluvio” contraddittorio e pasticciato di provvedimenti che si annullano a vicenda ,che  fanno perdere solo del tempo ,che  non innovano  nulla e alimentano solo  la confusione. Il Parlamento, in collaborazione con le Regioni ed ascoltando il mondo associativo ,dovrebbe    avviare l’elaborazione di   una sorta di “ testo unico “ , organico e coerente, che affronti tutta la materia della conservazione della natura , dai Parchi  alla Rete Natura ,fino alla tutela della Biodiversità, per dare finalmente al nostro paese  uno strumento utile attraverso il quale  potere perseguire l’obiettivo che si è posta e ci ha posto  l’UE : quello  di arrestare la perdita della biodiversità entro il 2020.

In tutto questo panorama nebbioso e confuso qualche spiraglio per fortuna si vede all’orizzonte.

Mi riferisco in particolare alla bozza di  Disegno di Legge della regione Toscana che presto sarà adottato dalla Giunta  e che va sotto il titolo “Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico regionale”. Un testo completo, ordinato ed  organico, come non se ne vedeva da tempo.

 

Enzo Valbonesi

già Presidente di Federparchi