Riceviamo e pubblichiamo

Politiche ambientali, parchi e Pd

[24 gennaio 2018]

Commentando un intervento di Realacci sul bilancio legislativo del Pd in parlamento sulle politiche ambientali ho criticato in particolare i silenzi sulla poco edificante vicenda della legge sui parchi.

Ho raccolto rilievi  dal solito: hai ancora fiducia nel Pd? Vorrei provare a chiarire – se ci riuscirò – in particolare alla vigilia del rinnovo del parlamento quello che penso. Innanzitutto ripeto quello che pure ho già detto non so quante volte, che  queste rogne non le ho scoperte con Renzi e neppure solo con Bersani. In particolare con Realacci discuto e polemizzo soprattutto sui parchi da quando era ministro ‘ombra’ dell’ambiente parecchi anni fa.

Ricordo in particolare che in un incontro in San Rossore dove eravamo entrambi relatori gli chiesi cosa intendeva fare alla Camera dopo l’uscita del nuovo Codice dei Beni culturali che aveva penalizzato le competenze dei parchi sul paesaggio. Mi rispose che non poteva fare niente non avendo la maggioranza. Io alla Camera me ne ero occupato per 11 anni e la maggioranza non l’avevamo mai avuta, neppure quando nel 1991 fu approvata la legge quadro sui parchi, quella che ora per 5 anni si è cercato – fortunatamente con scarso successo – di scassare. Opera a cui appunto Realacci e il Pd hanno inspiegabilmente contribuito più di tutti gli altri. Il mio commento critico muoveva da qui e dall’esigenza che il Pd dicesse fin da subito che nella prossima legislatura comunque vadano le cosa non si intende assolutamente ripartire da questo pasticcio di cui il 4 marzo si pagherebbe dazio salato. Questo deve essere chiaro subito soprattutto in Toscana dove per  alcune latitanze anche in campo ambientale che nulla hanno a che vedere con le nostre tradizioni, siamo già stati sonoramente puniti anche nelle urne. Io ho fiducia nella mobilitazione politica e culturale ed a questa mi affido oggi a Pisa come ieri in parlamento e al parco di San Rossore.

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