Porto di Cecina. Presentata un’interrogazione in consiglio regionale

SEL: «I lavori per il porto costituiscono un danno ambientale»

[9 agosto 2013]

Il consigliere regionale Mauro Romanelli ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale per capire l’entità di quello che, secondo SEL, si configura come un danno ambientale, ovvero la costruzione del nuovo porto di Cecina. Un intervento, scrive Romanelli che «a lavori ancora non ultimati, ha prodotto un danno ambientale di fronte al quale è urgente intervenire».

Chiede quindi alla Regione «se intende verificare che i danni ambientali e alle infrastrutture della mobilità cittadina, nonché alle strutture turistiche, prodotti dalla costruzione del nuovo porto siano a carico del Circolo nautico Spa, società che gestisce il nascente porto di Cecina, e non vengano riversati sull’intera collettività».

«Ci associamo alle preoccupazioni espresse dall’intera comunità della Bassa Val di Cecina in merito alla costruzione del nuovo porto di Cecina», scrive Romanelli insieme a Mario Baldeschi, Coordinatore del circolo di SEL della Bassa Val di Cecina.

«A lavori ancora non ultimati, la costruzione delle infrastrutture in mare ha cambiato la linea di costa e le correnti sottomarine hanno iniziato a produrre effetti devastanti sulla spiaggia nord del fiume (zona Gorette). Negli anni si erano create dune a protezione della pineta, riserva naturale biogenetica, ma adesso questo equilibrio è stato completamente compromesso, tanto che in quella zona della costa si è formata un’ansa (la spiaggia è sparita), dalla quale il mare entra fin dentro la pineta».

«L’intera economia della zona – aggiungono – ha una preminente vocazione turistica e la distruzione dell’ambiente provoca danni incalcolabili anche sul piano economico, tanto che l’attuale situazione mette a forte rischio la presenza di strutture ricettive e di servizio che rischiano la chiusura con ingenti perdite di posti di lavoro, destando viva preoccupazione nell’intera comunità della Bassa Val di Cecina, preoccupazione di cui si è fatto promotore, tra gli altri, anche il Presidente di Confesercenti di Cecina».

«Come Comitato di zona di SEL siamo partecipi delle preoccupazioni che cittadini ed imprenditori manifestano per i danni ambientali prodotti – si legge ancora nella nota – e quelli potenzialmente possibili se non verranno prese opportune misure, scientificamente comprovate, in grado di arrestare e far retrocedere questo processo degenerativo. Così come si richiedono interventi per riparare i danni provocati alla viabilità dal continuo passaggio dei camion trasportanti i materiali per la costruzione delle dighe, e che le spese non debbano ricadere sulle spalle della collettività».

«Le opere portuali sono utili al turismo, soltanto nella misura in cui le stesse non danneggino e distruggano in modo irreversibile il valore aggiunto della nostra ricchezza, l’ambiente. Per questo motivo, su giusta sollecitazione del circolo SEL della Bassa Val di Cecina, ho presentato un’Interrogazione urgente alla Ginta regionale affinchè la Regione Toscana vigili su una situazione che ha ancora molti punti oscuri e tuteli la costa e il paesaggio a nord e a sud del nuovo porto. E’ stato prodotto un danno ambientale e bisogna intervenire urgentemente per ripristinare l’equilibrio fra le ragioni dello sviluppo portuale e quelle dell’ambiente, se si vuole evitare un danno grave e permanente all’intera economia della zona», concludono i due esponenti di Sel.