Predatori, in Toscana dal primo agosto via alle catture degli ibridi

Remaschi: «Percorso per rivedere la convenzione di Berna sulla tutela del lupo»

[24 luglio 2015]

lupi

Oggi l’assessore all’agricoltura della Toscana, Marco Remaschi, ha partecipato ad una animata riunione con gli allevatori, i rappresentanti delle associazioni di categoria, i sindaci e i rappresentanti di Provincia e Comunità Montane delle aree maggiormente interessate ai fenomeni predatori. Erano presenti anche il capogruppo in consiglio regionale, Leonardo Marras, già presidente della Provincia di Grosseto, e il presidente della Commissione agricoltura, Gianni Anselmi.

In sintesi, Remaschi ha annunciato alcuni impegni: «Dal 1 agosto via alle catture di ibridi, applicazione rapida e completa di tutte le misure previste dal protocollo d’intesa del luglio 2014, massima disponibilità e impegno ad azioni verso il Governo e l’Unione Europea, alleandosi anche ad altre regioni, per ampliare il raggio delle misure volte a fronteggiare l’emergenza predatori».

In una nota la Regione fa presente che «Le catture di ibridi previste dal piano concordato nella scorsa legislatura fra la Regione e le associazioni interessate, si terranno dal 1 al 15 agosto in provincia di Arezzo, in via sperimentale. Seguirà la provincia di Grosseto, dal 20 agosto al 15 settembre, fuori delle aree venatorie per evitare di intercettare i cani da caccia già in allenamento. In seguito, in maniera stabile, le catture si estenderanno a tutte le province interessate fino al 2017. Gli ibridi e i canidi catturati verranno immediatamente sterilizzati e indirizzati ad appositi centri specializzati per la detenzione di animali pericolosi». Questi centri sono 4: in Toscana, in Emilia Romagna, nel Lazio e nelle Marche.

«Per quanto riguarda i risarcimenti per i capi persi a seguito di attacchi predatori, ma anche per i danni indotti (aborti, mancanza di latte ecc) – spiega la Regione – nel 2014 sono state risarcite tutte le domande presentate, per un totale di 536 mila euro. I fondi previsti per il 2015, al momento circa 400 mila euro, sono già disponibili e le erogazioni partiranno quanto prima. E’ stato ribadito che per avere accesso al risarcimento è necessario che il danno sia certificato da un veterinario della ASL».

POer quanto riguarda la  presenza di predatori in Toscana le stime sono salite di circa un 30% rispetto al 2013, quando si contavano 72-73 nuclei riproduttivi.

Dalla riunione di oggi è venuto fuori che gli attacchi dei predatori sarebbero sempre più frequenti e intensi e, oltre alle greggi, b vengono segnalati attacchi anche ad animali più grossi, come esemplari di chianina allevati all’aperto. Gli allevatori denunciano la sparizione o la perdita di centinaia i capi, una situazione che, secondo loro, «pone serie ipoteche sulla permanenza dell’attività di allevamento in Toscana» e che avrebbe già fatto registrare un calo sensibile nella produzione di latte, nonostante i prezzi in aumento.

Remaschi ha detto agli allevatori: «Comprendo fino in fondo la vostra situazione. Sia per gli ungulati che per i predatori la situazione ha assunto dimensioni insostenibili. Il fenomeno predatori, che era già preoccupante, ha avuto un incremento del 30%, evidentemente sono necessarie misure a tutto campo per difendere un comparto, quello dell’allevamento e dei settori connessi, che è fondamentale per la Toscana, e non solo per il settore agricolo. Adesso partirà il piano delle catture in via sperimentale, vedremo i risultati fra qualche mese, ma con l’aiuto e il sostegno del Consiglio regionale potremo impegnarci in sforzi aggiuntivi rispetto a quanto già concordato e tentare di intraprendere nuove strade. Con le altre Regioni ne abbiamo già parlato al Ministero e invito le associazioni di categoria a far sentire anche la loro voce, per rappresentare con forza questa situazione sia al Governo nazionale sia alla Commissione Ue. Non saranno percorsi semplici  ma noi siamo disponibili a percorrere ogni strada possibile».

Remaschi ha poi elencato altri interventi sui quali ha dato la sua disponibilità ad un impegno concreto: «Il primo riguarda un intervento sul sistema bancario per aiutare le imprese in difficoltà, il secondo riguarda il superamento del regime “de minimis” (che limita a 15 mila euro in 3 anni la possibilità per le imprese di ricevere aiuti), ricordando che la procedura, già avviata dagli uffici regionali è complessa, ma si spera di avere risposta positiva, il terzo la possibilità di impegnarsi per tentare di aprire un percorso per rivedere la convenzione di Berna sulla tutela del lupo».

L’ultimo punto solleverà sicuramente le proteste degli ambientalisti che chiedono all’Unione europea di rafforzare le tutele per le specie protette, ma la nota della regione evidenzia che «I rappresentanti del Consiglio regionale hanno convenuto sull’unità di intenti fra Consiglio e Governo regionale su queste tematiche con l’obiettivo di imprimere un cambio di passo nell’affrontare la questione».

Inoltre, il 19 settembre è previsto un summit fra i ministri all’agricoltura di Francia, Spagna e Italia su queste tematiche e il lupo potrebbe diventare ancora una volta il capro espiatorio sul quale scaricare la crisi della zootecnia e dell’agricoltura nell’Europa meridionale.