Presentato il rapporto sulle foreste della Toscana

In un volume lo stato del patrimonio boschivo della Regione

[26 marzo 2018]

Il bosco occupa metà della Toscana: «Con 1 milione e 200.000 ettari la nostra regione ha  la più ampia superficie boscata in Italia. Un enorme polmone verde che non è decisivo solo per la qualità dell’aria che respiriamo, ma anche per gli assetti idrogeologici, per quelli paesaggistici, e per quelli economici: basti pensare che la filiera legno coinvolge  oltre 40.000 addetti». E’ quel che emerge dal Rapporto sullo stato delle foreste in Toscana (Raf) che è stato presentato oggi a Firenze alla presenza del presidente Enrico Rossi e dell’assessore all’agricoltura e foreste Marco Remaschi.

La Regione sottolinea che «Questo immenso manto verde che ricopre gran parte di colline e montagne toscane è decisivo per la vita di tutti» e per questo la Regione Toscana ha deciso anche quest’anno di studiarlo con cura. Il Raf, i cui dati si riferiscono al 2016,  è «una dettagliata fotografia dell’intero sistema forestale colto nelle sue caratteristiche, nelle attività che vi si realizzano, nelle normative che lo regolano: dopo un inquadramento generale delle aree boscate nella regione, si approfondiscono gli aspetti legati alla gestione, al clima, alla lotta agli incendi boschivi, alle imprese e al lavoro  nel bosco, al rapporto tra bosco ambiente e società».

Per assicurare un quadro il più possibile esaustivo del settore forestale regionale, alla redazione delle 160 pagine del rapporto hanno partecipato esperti di amministrazioni pubbliche (Regione, Unioni di Comuni, Ente Terre di Toscana), ricerca (Università, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura), professionisti, imprenditoria agro forestale, organizzazioni professionali, consorzi forestali, associazionismo, cooperazione forestale, e istema dei parchi e delle aree protette.

Il Raf dimostra come «la superficie complessiva dei boschi toscani  tenda lievemente ad aumentare (+ 53.000 ettari negli ultimi 5 anni) per effetto sia di un miglior dettaglio nella rilevazione sia per l’abbandono di alcune parti della nostre montagne. Attualmente la superficie  complessiva, supera quota 1 milione e 200.000 ettari, pari al 53,4% del territorio toscano. In termini di valore assoluto la provincia con più superficie a bosco è Firenze (oltre 180.000 ettari) seguita da Arezzo (179.000) e Grosseto (178.000). Se invece si considera il rapporto tra bosco e superficie totale la provincia più boscata è Massa Carrara, con il 78% del territorio coperto da boschi, seguita da Lucca, 68,1 e Pistoia (61,1)».

I boschi toscani sono formati prevalentemente  da piante di quercia, castagno e carpino (73%)  seguiti da leccete e sugherete (12,8) e da  faggete (8,9%). Oltre l’80% di questi boschi è di proprietà privata, il 13,8% di proprietà pubblica e il 6% risulta non classificato.

Il rapporto si insiste fortemente sul concetto di multifunzionalità: «Sono infatti numerose le attività che vengono svolte nelle nostre foreste:  le operazioni colturali di taglio alimentano una filiera, quella del  legno  che, considerandone tutti i possibili utilizzi, interessa 13.000 aziende e 40.000 addetti. E’ in fase di rafforzamento anche l’utilizzo di questo materiale per usi energetici, e da non sottovalutare è l’importanza socio-economica della raccolta dei prodotti del sottobosco ed in particolare di marroni e castagne, di funghi e tartufi».

Un grosso patrimonio ambientale che necessita di una azione continua di manutenzione, gestione e valorizzazione e la Regione Toscana assicura di aver «sepre guardato con estremo interesse a questa realtà, in particolare nelle scelte di politica forestale perseguite con la Legge Forestale della Toscana e con i programmi forestali regionali.  La recentissima modifica alla legge forestale regionale ha dedicato particolare attenzione alle norme per la gestione sostenibile rafforzando il concetto di gestione attiva del bosco, intesa come l’insieme delle azioni volte a garantire un uso delle foreste e dei terreni forestali nelle forme e ad un tasso di utilizzo che consenta di mantenere la loro biodiversità, produttività,  vitalità e di adempiere, ora e in futuro, alle rilevanti funzioni ecologiche, economiche e sociali senza comportare danni ad altri ecosistemi. Ha inoltro introdotto, unica legge in Italia, il concetto di ‘comunità del bosco’ intesa come l’insieme dei soggetti pubblici e privati che, in accordo, provvedono alla gestione attiva di aree boschive tramite la pianificazione degli interventi».