Il presidente del Parco dei Nebrodi candidato alla medaglia Alfred Toepfer

Il massimo riconoscimento Ue per meriti ambientali a chi si batte contro la mafia?

[22 giugno 2016]

Antoci premio

Il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, è stato candidato dal presidente di Federparchi Europarc Italia, Giampiero Sammuri, per l’assegnazione del premio Alfred Toepfer per l’ambiente, dedicato alla figura del fondatore della Federazione Europarc. Federparchi ricorda che «Il prestigioso riconoscimento della Medaglia Alfred Toepfer viene assegnato ogni anno da Europarc a coloro i quali si sono distinti per azioni in favore della natura e della conservazione della biodiversità. Il premio viene assegnato in occasione della Conferenza annuale di Europarc che quest’anno si svolgerà a ottobre nel Parco del Jura Vaudois in Svizzera». La motivazione della candidatura è «L’impegno coraggioso di Giuseppe  Antoci coniuga la difesa del territorio con la difesa della legalità, e tale fronte della protezione, soprattutto nelle aree in cui sono insediati potentati locali che usano la terra per illeciti interessi privati, costituisce una importante testimonianza del ruolo delle Aree protette. L’esperienza del Parco dei Nebrodi sotto la guida del presidente Antoci è una testimonianza del ruolo decisivo che i parchi svolgono a presidio della legge nei territori più esposti alla criminalità organizzata, spesso quelli dove la maggiore povertà sociale rischia di disperdere importanti eccellenze ambientali e paesaggistiche o comunque di innescare pratiche illegali sull’uso del territorio».

La candidatura di Antoci è stata annunciata a conclusione della tre giorni sulla legalità e parchi regionali organizzata da Federparchi proprio nel Parco dei Nebrodi e Sammuri ha sottolineato che «Il riconoscimento a Giuseppe Antoci rafforzerebbe e renderebbe nota al contesto europeo la sua difficile testimonianza di coraggio e di amore per il territorio e per le aree protette e farebbe conoscere a tutto il contesto europeo la sua difficile testimonianza quotidiana di coraggio e di amore per la Sicilia».

Federparchi spiega ulteriormente il senso della candidatura di un italiano al premio Alfred Toepfer per l’ambiente: «Il Parco regionale dei Nebrodi è stato fondato nel 1993. E’ la più grande area protetta della Sicilia (circa 88.000 ettari) e comprende le più grandi aree boschive della Sicilia. Il parco, per quasi 10 anni, non ha avuto un vero presidente. E’ stato gestito da alcuni commissari (senza ottenere grandi risultati stando a quanto  raccontano i giornali locali), finché, nel 2013, è stato nominato Giuseppe Antoci. Fin dall’inizio Antoci ha avviato un piano per combattere un sistema mafioso locale, diffuso negli ultimi anni, che permetteva di sfruttare illegalmente i fondi europei per il sostegno a contadini e pastori del territorio. Per contrastare questa pratica Giuseppe Antoci ha introdotto un protocollo di lavoro che ha incluso la certificazione antimafia (vale a dire un controllo che non ci siano infiltrazioni mafiose nella gestione delle aziende agricole) per tutti i pascoli dell’area parco. Con questo nuovo sistema di controlli, 4.200 ettari di terreno sono stati revocati, con un risparmio di 2,5 milioni di euro l’anno dei fondi europei. Il protocollo è stato poi replicato ed esteso dal governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta e da altre istituzioni siciliane».

Federparchi evidenzia un altro aspetto: «L’iniziativa è molto importante per il rispetto della legalità, ma è fondamentale per la conservazione della biodiversità locale. Nel parco dei Nebrodi, per esempio, si trova la più grande popolazione di Grifone (Gyps fulvus) dell’Italia meridionale, una specie che si alimenta proprio negli habitat aperti. Nel corso degli ultimi mesi, Giuseppe Antoci, a causa della sua volontà di proteggere la natura e lottare contro la mafia, sta rischiando la vita. Di recente – il 19 maggio 2016 –  è scampato a un attentato mafioso, un tentativo di assassinio da parte della criminalità locale. Nonostante le difficoltà e il livello di pericolo che derivano dal suo lavoro, sia per lui che per la sua famiglia, Giuseppe Antoci, sostenuto anche dalla giovane figlia (13 anni), ha deciso di persistere e continuare a lavorare e lottare ogni giorno per la biodiversità e per il futuro della terra che ama così tanto».

Sammuri conclude: «La medaglia Alfred Toepfer rappresenterebbe quindi uno strumento attraverso il quale la sua attività verrebbe riconosciuta ed apprezzata a livello europeo, in tutti i contesti nei quali la conservazione della natura rappresenta un valore civile e sociale».