Il Sindaco di Campo nell'Elba: il Sindaco di Capoliveri non conosce bene di chi siano le competenze territoriali e le complesse dinamiche che regolano il governo dell'isola

Profughi a Pianosa? Il presidente di Federparchi: insostenibile per l’isola e umanamente ingiusto

Il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: proposta che sinceramente non capisco

[12 luglio 2018]

Dopo che il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ha rilanciato la proposta di realizzare un campo profughi, con tanto di tendopoli, a Pianosa, idea subito nuovamente bocciata da Legambiente, sulla questione interviene il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di Federparchi Giampiero Sammuri e sottolinea: «Ritorna alla ribalta come un tormentone estivo il tema di ospitare i migranti a Pianosa. E’ già conosciuta la posizione contraria  del Parco in proposito e intendo ribadirla, anche se basterebbero  a motivare le leggi nazionali e comunitarie che tutelano l’isola a mare e a terra per la grande ricchezza di biodiversità.  Pianosa l’Isola del silenzio, preservata attraverso un contingentamento, accudita come una cosa preziosa e con grande fatica, rivitalizzata  da collaborazioni virtuose  tra le istituzioni competenti,  dove sono state fatte recentemente incredibili scoperte archeologiche,  dove si stanno  recuperando edifici per farne museo della scienza, dove i detenuti hanno ritrovato una attività che li riscatta con la coltivazione delle verdure  e le cene con gli chef d’autore. Pianosa laboratorio ambientale a cielo aperto, che offre oggi attività ricreative e servizi  per  poche centinaia di turisti giornalieri, non potrebbe certo  sostenere l’impatto di un centro di accoglienza di migranti. E non sarebbe giusto per l’isola e nemmeno umanamente giusto per persone che non potrebbero avere nessun tipo di servizio».

Più meno quanto aveva ribadito il Cigno Verde respingendo l’idea di trasformare, come proposto da Barbetti, l’isola protetta italiana, in un campo profughi “virtuoso” sul modello di quello australiano di Manus, in Papua Nuova Guinea, e che in realtà è stato chiuso da 2 anni e per il quale l’Australia ha dovuto versare risarcimenti milionari a causa degli abusi e delle violenze perpetrate in quello che si era  rivelato un vero e proprio lager.

Sammuri ricorda inoltre che «L’isola al momento può sostenere poche decine di persone in modo stanziale  e le infrastrutture e servizi , a partire dall’acqua, dalla depurazione, dallo smaltimento dei rifiuti  dall’assistenza sanitaria sono già complicati e da migliorare per l’attuale numero contenuto di persone che soggiorna sull’isola, figuriamoci per un numero consistente di migranti e del personale ad essi dedicato».

Il presidente di Federparchi e del Parco Nazionale conclude: «Barbetti conosce bene Pianosa per i molti e variegati ruoli che ha coperto e ricopre nel Parco, sa che lo stimo come amministratore pubblico preparato e d’esperienza. Al di là dei nostri orientamenti politici diversi siamo quasi sempre riusciti a condividere azioni che andassero nell’interesse del parco e del territorio, ma questa sua proposta sinceramente non la capisco».

Sulla questione interviene anche il sindaco di Campo nell’Elba, Comune nel cui territorio ricade Pianosa. Ecco cosa scrive in una nota inviata alla stampa:

Tra le priorità dell’Amministrazione che, da circa un anno, mi onoro di guidare, il recupero ed il rilancio dell’isola di Pianosa hanno sempre avuto un posto di primo piano. A questa intenzione, che non è rimasto un mero proposito elettorale, è stato dato seguito attraverso una serie di atti e di iniziative che, in un solo anno di lavoro, hanno già fatto ben percepire quale sia la strada che l’amministrazione campese intende perseguire, per la rinascita dell’Isola piatta.

In primis, dopo un complesso ed intenso lavoro, è stato approvato il nuovo regolamento degli usi civici ed uno statuto, con la creazione di un’amministrazione separata dell’isola. Questi passaggi propedeutici sono stati fondamentali per stabilire a chi appartiene ogni singolo fabbricato dell’isola, dando così modo ai suoi due proprietari, l’Agenzia del Demanio e l’amministrazione separata del Comune di Campo nell’Elba appena creata, di poter intraprendere un percorso di valorizzazione e di recupero. Il secondo passaggio, di prossima determinazione, riguarda la firma un importantissimo protocollo di intesa tra il Comune di Campo nell’Elba, il Demanio dello Stato, il Parco dell’Arcipelago Toscano e il Ministero di Grazia e Giustizia che stabilisce le linee guida di sviluppo dell’isola.

L’intervento del Sindaco di Capoliveri dimostra, indubbiamente, come lo stesso non conosca bene di chi siano le competenze territoriali e le complesse dinamiche che regolano il governo dell’isola.

Entrando nel merito più specifico, sollevato dall’intervento di Ruggero Barbetti, è difficile comprendere se questo sia una boutade estiva o se il Sindaco di Capoliveri creda davvero sia percorribile un progetto che preveda di utilizzare la nostra straordinaria isola come centro di smistamento dei migranti. Perché, se fosse vero il secondo caso, è bene sottolineare che Pianosa non sarebbe certamente in grado di poter adempiere a questa funzione, stante l’assoluta assenza di qualsiasi infrastruttura e servizio (pensiamo ad esempio alla mancanza di un impianto fognario) in grado di poter assorbire tale complessa antropizzazione.

Ma, a prescindere dall’aspetto tecnico-infrastrutturale, non possiamo non ricordare che, qualsiasi decisione sull’Isola di Pianosa, non può non passare per la volontà dell’amministrazione comunale di Campo nell’Elba, che non contempla nemmeno lontanamente una qualsiasi possibilità di utilizzo dell’Isola nella direzione prospettata dal Sindaco Barbetti.

Lo sviluppo dell’Isola deve passare per una serie di interventi, anche delicati e costosi, che prevedono il rilancio dell’isola attraverso il rigoroso rispetto dell’ambiente e del territorio, la cui integrità e peculiarità devono essere tutelate ai massimi livelli.

Questo si può fare solo evitando l’introduzione sull’isola di un turismo di massa, ma soprattutto attraverso interventi eco sostenibili che non contaminino quello che ancora adesso rappresenta un vero paradiso sulla terra.

L’equilibrio tra la giusta condivisione di un territorio così meraviglioso e peculiare, che chiunque ha diritto di conoscere e visitare, e il rispetto del suo ambiente, è una complessa sfida che questa amministrazione intende perseguire e vincere con la massima determinazione, grazie anche alla collaborazione di tutti gli organismi ed istituzioni che hanno l’onere e l’onore di gestire i beni di questa preziosissima isola campese.

Tra questi non ci risulta ci sia il Comune di Capoliveri.

 Arch. Davide Montauti, Sindaco di Campo nell’Elba