Riceviamo e pubblichiamo

I progetti di sviluppo a mare del porto di Livorno e l’erosione della costa pisana

[29 settembre 2017]

A Livorno stanno portando avanti il progetto denominato “Piattaforma o Darsena Europa”  che prevede l’espansione a mare del porto di Livorno riempiendo il mare davanti la linea di costa lunga 2 km  che va dalla diga del Marzocco fino alla foce del fiume Calambrone. Il progetto originario prevedeva il riempimento del mare con le banchine  per una superficie all’incirca di 2 km quadrati, scavando  fondali profondi fino  a -16 metri  in una zona di mare dove i fondali naturali arrivano a mala pena a – 5 metri,  il tutto protetto da una diga protesa in mare aperto per 1800 metri. L’obbiettivo era  ospitare fino a 3 milioni di container… praticamente il 40% di tutti container movimentati nel 2016 nei 22 porti commerciali italiani. (escludendo Gioia Tauro che è solo per il trasbordo da nave a nave senza toccare terra), e  4 volte  gli 800.000 container movimentati da Livorno nel 2016, fra l’altro in forte contrazione, del 9,7%, rispetto al 2017. La scadenza del bando per la gestione di tale infrastruttura è stata rinviata 4 volte per mancanza di acquirenti, per cui Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e grande “sponsor” di tale megaprogetto, ha pensato bene di “rivedere”  l’opera  per renderla più “appetibile”: Dimezzamento dell’estensione delle nuove banchine, realizzate riempiendo comunque il mare, per ospitare 1 milione e mezzo di container, comunque sempre il doppio dei traffici attuali di Livorno, che nel 2017, è bene ricordarlo,  sono in forte calo del 9,7%. La nuova diga sarà sempre circa di 1500 metri perché il bacino di evoluzione deve ospitare le nuove supernavi lunghe più di 400 metri e per questo motivo i fondali  addirittura saranno scavati fino a –20 metri .

Conseguenze dannose per l’ambiente geomarino d’alto mare

Tenendo di conto che in quel punto di costa i fondali naturali sono di – 5 metri, significa che verranno sbancati 15 metri di sabbia  ( l’equivalente di un palazzo di 5 piani), presumibilmente inquinata dagli scarichi delle navi e delle industrie ubicate sul canale industriale del porto labronico e da sversare completamente in mare aperto.  milioni e milioni di metri cubi di sabbia dell’attuale porto,   sicuramente “sporca”,  che andranno ad alterare l’equilibrio florofaunistico della zona della Meloria peraltro facente parte del Parco dell’Arcipelago. Questi sono i dati strettamente tecnici.

Storia dell’erosione della costa pisana

Il problema grosso è che il porto  Livorno, come quello di Ravenna e Venezia, insiste  su una costa sabbiosa con fondali bassissimi pochi metri e con caratteristiche geomorfologhiche particolari come  il promontorio sottomarino-scoglio della Meloria per cui ogni volta che a Livorno hanno costruito delle dighe marine ci sono state alterazioni tali delle correnti marine da devastare la spiaggia di Tirrenia e Marina di Pisa località posizionate poco a nord della città di Livorno.  Nel 1860 fu costruita la diga Curvilinea lunga 1.000 metri e parallela alla costa: entro il 1878  sparirono 45.000 mq di spiaggia , dopo tale data altri 43.000 mq.   Nel 1890 fu costruita la diga della Vegliaia,  a sud, lunga 500 metri, perpendicolare alla costa: sparirono in 5 anni 27.000 mq e tra il 1905 e il 1909 altri 28.000 mq.  Nel 1908 fu costruita la diga della Meloria,  700 metri, come continuazione della Curvilnea e più obliqua verso il mare aperto: sparirono altre migliaia di metri quadrati di spiaggia.

Cause dell’erosione della costa pisana

I motivi di tale devastazione sono legati al fatto che le correnti marine corrono lungo la costa da sud verso nord,  e quando arrivano in prossimità di Livorno si trovano davanti il promontorio sottomarino -scoglio della Meloria e i fondali bassissimi per cui si dividono in una “corrente interna” che scorre tra la costa e il promontorio della Meloria e una  “corrente esterna”  che gira intorno a quest’ultimo  per poi riunirsi alla “corrente interna”  e proseguire il percorso verso nord. Le dighe marine  costruite nell’arco dei decenni  hanno sempre più bloccato la  “corrente interna”    e questo ha fatto si che la “corrente esterna”,  aggirante il promontorio sottomarino della Meloria,   acquisisse sempre più forza andando a martellare la costa pisana con  relativa  devastazione  e  sparizione della spiaggia erosa dalle correnti.  I danni registrati fino ad ora sono stati causati da dighe lunghe solo 800 metri;  cosa succederà quando verrà realizzata la nuova diga di 1500 metri?  La “corrente interna”  verrà completamente bloccata per cui la “corrente esterna”  avrà definitivamente il “via libera” per far sparire, a questo punto, definitivamente quel che resta della spiaggia di Tirrenia e Marina di Pisa.

I motivi per cui è inutile il progetto di espansione a mare del porto di Livorno

C’è da dire che questo progetto è completamente avulso non solo dalla Toscana ma anche dalle infrastrutture esistenti  nel territorio pisano quali il canale navigabile dei navicelli e le aree industriali di ospedaletto e di Montacchiello  che distano da Livorno una manciata di chilometri.  In Italia esistono già alcuni porti con i fondali adatti ad ospitare le nuove supermegacontainer di ultima generazione: Trieste ha i fondali naturali a -18, Genova-Voltri  a -20 così come Vado ligure a Savona il cui nuovo terminal containers verrà inaugurato nel 2018, La Spezia a – 16.  In più c’è anche Piombino a – 20 e dista da Livorno solo 70 km.   5 Porti già pronti con i megafondali: ha senso  investire soldi sia pubblici che privati per un 6° porto?  A Livorno sperano nell’arrivo dei cinesi ma i cinesi hanno già investito nel porto del Pireo come hub nel mediterraneo, stanno puntando su Cipro perché è nel cuore del medioriente e allo sbocco del canale di Suez e fra un anno gestiranno il nuovo porto containers di Vado ligure a Savona. Oltretutto stanno sempre più ingrandendo la linea ferroviaria diretta con L’Europa tanto e vero che sono già in funzione i treni merci diretti Londra-Shangai con dimezzamento dei tempi di percorrenza rispetto al viaggio in nave. Fra un anno cominceranno i traffici passando  attraverso il  Mar Artico sempre più libero per via dello scioglimento dei ghiacci, saltando il mediterraneo perché il porto naturale di arrivo sarà nel Nord Europa, a Rotterdam.  Tutto questo per far capire che l’unico risultato certo di questo megaprogetto portuale sarà la devastazione della costa pisana  mentre il risvolto economico è tutto da verificare.

di Paolo Bilanci, Comune di Pisa

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