Le proposte del Wwf contro i crimini di natura. Più di 55.000 per la campagna ambientalista

Uccidere un orso diventerebbe un delitto punibile da 6 mesi a 3 anni di reclusione

[19 novembre 2014]

Intervenendo al World Paks Congress conclusosi oggi a Sydney,  il direttore del Wwf International, l’italiano Marco Lambertini, ha sottolineato che l’illegalità ambientale muove miliardi di euro in tutto il mondo ai danni della natura e dello sviluppo sostenibile:  «Centinaia di rinoceronti, elefanti e tigri ed altre specie meno conosciute vengono illecitamente cacciate ogni anno per l’uso e la vendita delle loro parti (dal corno del rinoceronte alle ossa delle tigri, alle zanne di avorio degli elefanti).  Al di là dell’impatto sulla natura, i crimini contro la fauna selvatica mettono in pericolo anche il benessere umano e lo sviluppo economico delle comunità locali. Organizzazioni criminali e milizie armate sono i responsabili di questi crimini contro la fauna selvatica, che minacciano le persone, le società e la loro sicurezza».

Dal Wwf viene lLa richiesta di «Un’azione urgente per fermare il bracconaggio,fermare il traffico e fermare l’acquisto illegale delle specie selvatiche. Le soluzioni devono garantire il coinvolgimento delle comunità locali nella gestione delle aree protette, potenziare il servizio di vigilanza dei ranger, rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra governi ed agenzie ed eliminare la corruzione a tutti i livelli, investire nell’educazione e nell’informazione del pubblico per ridurre l’accettabilità sociale dei prodotti illegali. Insieme a tutto questo è necessaria però una forte volontà politica dei Governi per aumentare le risorse destinate alla gestione delle aree naturali protette ed alla conservazione della natura».

Una campagna che il Panda ha lanciato anche in Italia e che ha ottenuto la firma di oltre 55.000 cittadini che hanno sottoscritto on-line, su change.org, la richiesta che il Wwf sta portando in questi giorni al  Parlamento per chiedere l’introduzione nel Codice Penale del nuovo delitto di uccisione di specie selvatica protetta” – che fino ad ora è punito con  una semplice contravvenzione – e  il mantenimento e rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato, quale forza autonoma di polizia specializzata in campo ambientale.
«Sono questi – spiegano al Wwf – i due elementi portanti del  pacchetto di proposte legislative elaborate nell’ambito della Campagna Wwf “Stop ai crimini di natura in Italia” che, se approvate, doterebbero lo Stato italiano e le forze dell’ordine di strumenti legislativi e repressivi in grado di  mettere fine allo sconcio di chi, di fatto, impunemente può uccidere un orso, un lupo, una cicogna,  una foca monaca,animali sulla carta “super protetti” delle normative comunitarie e internazionali».

Gli ambientalisti fanno notare che, rispetto al “valore” di queste specie, «Le norme in vigore prevedono infatti sanzioni blande che non svolgono alcuna funzione di prevenzione né di  deterrenza». Per questo l’associazione in questi giorni ha avviato contatti in Parlamento su una proposta innovativa di modifica del Codice Penale «per eliminare questo paradosso, introducendo la categoria giuridica di “fauna selvatica protetta” da tutelare con specifiche figure delittuose, anziché di mere contravvenzioni oggi in vigore, per contrastare con strumenti giuridici più adeguati (allungamento del termine di prescrizione, strumenti di indagine più adeguati, ad esempio intercettazioni) un fenomeno che in Italia registra una violazione in materia di tutela ambientale ogni 43 minuti e dove i reati contro la fauna  selvatica protetta  rappresentano il 22% del totale del reati ambientali».

Il Wwf fa l’esempio dell’abbattimento di una specie simbolo come l’orso, chi lo compie «Con la normativa attuale rischia un arresto da tre mesi ad un anno e l’ammenda da 1.032 a 6.197 euro. Se venisse approvata la proposta Wwf il reato non verrebbe punito più con una semplice contravvenzione ma si configurerebbe come un vero e proprio delitto e la sanzione della reclusione sarebbe da  6 mesi a 3 anni». Eppure, dicono gli ambientalisti «L’orso è una delle specie che ha sofferto in questi ultimi anni di una vera e propria recrudescenza di atti di bracconaggio con circa 13 orsi morti dal 2010 nell’Appennino per cause antropiche, bracconaggio, malattie infettive, veleno e altre cause non ancora evidenziate. Un danno enorme visto che la popolazione conta complessivamente 100-110 esemplari suddivisi tra Alpi e Appennino e per la quale l’ 84% della mortalità è dovuta al prelievo illegale o accidentale da parte dell’uomo e purtroppo  i Crimini di Natura in Italia riguardano molte altre specie protette come lupi, rapaci, uccelli migratori tra cui piccoli piccoli passeriformi, etc.».

Proprio oggi nelle Commissioni riunite ambiente e giustizia del Senato, dove è in discussione in seconda lettura (dopo l’approvazione della Camera  avvenuta a febbraio), scade il termine degli emendamenti al disegno di legge sulla “tutela penale dell’ambiente” ed il Wwf sottolinea che «E’ questo un passaggio importante dopo oltre otto mesi dalla ripresa della discussione parlamentare su una riforma da lunghi anni attesa dal Wwf perché finalmente si andranno a definire come delitti comportamenti illeciti, come lo sversamento di sostanze nocive o il disastro ambientale, che non trovano ancora cittadinanza nel Codice Penale. Tutto ciò costituisce un indubbio passo avanti. Ma comunque c’è ancora  molta strada da fare per meglio tutelare altre componenti ambientali quali ad esempio la fauna selvatica in via di estinzione (come orsi, lupi, aquile, cicogne), la cui uccisione è oggi paradossalmente sanzionata nel nostro ordinamento meno severamente di quella di  altri animali».

Ecco cosa prevede Il pacchetto legislativo contro i Crimini di Natura proposto dal Wwf:

Una proposta di legge con modifiche puntuali a 3 articoli del codice penale (544-bis, 544-ter e 733-bis) e alle disposizioni sanzionatorie della legge quadro sulla  protezione della fauna selvatica (art. 30 della legge n. 157/1992) per portare sino a 27 mesi il massimo della pena prevista per l’uccisione di esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta, nonché prevedendo l’aumento della sanzione penale  per chi cattura e detiene illegalmente  o maltratta animali selvatici protetti; Un emendamento al disegno di legge governativo sulla “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”  con il quale si chiede di mantenere in capo al Corpo Forestale dello Stato, quale forza di polizia autonoma, specializzata in campo ambientale le importanti competenze esercitate dal CFS nel contrasto al commercio illegale internazionale di specie protette (Convenzione di Washington), di vigilanza nelle aree protette nazionali e di prevenzione e pronto intervento a contrasto degli incendi boschivi, di gestione delle riserve naturali dello Stato.

La proposta è stata costruita entro il perimetro del codice penale il quale contempla, fino ad oggi, il generale reato di “Uccisione di animali” (art. 544 bis) e di “Maltrattamenti di animali” (art. 544 ter). Per un’esigenza di armonizzazione del sistema si è intervenuto sulla c.d. legge sulla caccia (legge n. 157/1992) esclusivamente per evitare che, secondo le regole di interpretazione della legge penale, si continuasse ad applicare quest’ultima che prevede, in merito all’ipotesi dell’abbattimento degli animali da essa previsti e tutelati (es: orso, lupo, aquila reale) pene meno severe.

E’ bene ricordare  che l’Italia ha una grande responsabilità sulla tutela della biodiversità  essendo  il paese  in Europa più “ricco” con oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali, su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente. Alcune specie simbolo del nostro Paese hanno visto un miglioramento nel loro status, ma si stima che il 31% dei vertebrati in Italia sia tuttora a rischio estinzione. L’Italia è anche il crocevia di traffici illeciti internazionali di prodotti derivati dalle specie protette: un commercio illegale di risorse naturali che vale su scala globale 23 miliardi di dollari e costituisce una fonte di finanziamento per “trafficanti di specie” che alimentano il mercato nero di droghe e armi e la tratta di essere umani.

La proposta legislativa è solo uno dei tasselli della Campagna Crimini di Natura lanciata ad ottobre, con la quale  il Panda chiede di «Aiutare le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del Wwf, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti».