Quando i cacciatori adottano specie protette. Il caso di Federcaccia e Artemide, l’ibis eremita

La migrazione guidata dall’uomo parte oggi da Salisburgo, obiettivo Orbetello

[20 agosto 2014]

L’ufficio avifauna migratoria della Federazione italiana della caccia (Federcaccia)  ha adottato un ibis eremita (Geronticus eremita) e lo ha chiamato Artemide, «un nome simbolico – dicono all’associazione venatoria – per rappresentare l’impegno concreto dei cacciatori a difesa di tutte le specie selvatiche, indipendentemente dal loro interesse venatorio. Quale nome più adatto di quello della dea venerata dagli antichi greci come nume tutelare della caccia, ma anche della natura e di tutto ciò che vive e prospera al di fuori della cerchia urbana e dei campi coltivati? Un nome doppiamente simbolico, perché sancisce quel ruolo di custode di ambiente, fauna e territorio che è sempre stato del cacciatore e che oggi più che mai deve vederlo nuovamente protagonista riconosciuto dalla società».

Si tratta dell’ultimo passo di un percorso iniziato da qualche anno da Federcaccia per  sostenere il progetto internazionale che punta a reintrodurre in Europa questa rara specie migratoria, una fra quelle maggiormente a rischio a livello mondiale. Purtroppo alcuni degli esemplari reintrodotti sono stati abbattuti da cacciatori/bracconieri.

Fedrrcaccia ha preso le distanze da episodi di questo tipo fin dal  2011, quando ha aderito alla richiesta di collaborazione rivoltale dai responsabili del progetto Waltrappteam impegnati nella reintroduzione dell’ibis eremita in Italia. «Una iniziativa allora sconosciuta ai più alla quale Federcaccia ha immediatamente concesso il proprio patrocinio e contribuito a far maggiormente conoscere», dicono i cacciatori..

Nicoletta Perco, la responsabile italiana del progetto ibis eremita, ha sottolineato che per la sua riuscita si conta  molto proprio «sull’aiuto dei cacciatori e sulla loro presenza diffusa sul territorio per una vigilanza attiva, a partire dalla prevenzione di sconsiderati atti di bracconaggio, a tutela di questo selvatico».  E Federcaccia osserva soddisfatta: «Un ruolo e un impegno che dimostra l’interesse reale degli appassionati per tutti gli uccelli selvatici, senza considerazioni di carniere. Artemide non è il solo esemplare adottato dai cacciatori italiani. Anche Federcaccia Toscana, assieme ad Anuu Migratoristi e Arci Caccia riuniti nella Confederazione Cacciatori Toscani, ha deciso infatti di partecipare al progetto adottando “Granduca”. Un gesto necessario ad attirare ulteriormente l’attenzione sull’ibis eremita e che si auspica venga seguito da altre realtà locali, estendendolo magari anche ad altre specie selvatiche in difficoltà».

Intanto gli  ibis sono in partenza in questi giorni da Salisburgo diretti verso la zona di Orbetello. Attualmente, sono in corso gli ultimi preparativi per la migrazione guidata dall´uomo 2014. Vengono svolti gli ultimi allenamenti e sono molto promettente. Quest´anno, la migrazione è un compito molto complesso per il pilota, i genitori adottivi, gli ibis eremita e per l´intero gruppo di scorta: Per la prima volta, gli uccelli vengono guidati da Salisburgo direttamente attraverso le Alpi. La rotta ha una lunghezza di circa 800 km. Potrà essere superata in tre o quattro tappe. La data prevista per la partenza dal campo di addestramento presso Grödig/Salisburgo è oggi, ma il programma può ancora cambiare a causa delle condizioni atmosferiche

«L’occasione è giusta, quindi – dicono a Federcaccia –  per sollecitare tutti i cacciatori delle regioni interessate al loro volo di migrazione a prestare particolare attenzione e a riferire eventuali avvistamenti».

I riferimenti sono: Ufficio avifauna migratoria Federcaccia 06844094.204/207 o direttamente alla Dottoressa  Perco a mail nikipe@libero.it, tel. 0039 347 5292120.

Inoltre, con una App per smartphone scaricabile dal sito www.waldrapp.eu/app si può essere sempre aggiornati sulla posizione di ognuno di questi magnifici volatili ed inviare e condividere foto e segnalazioni.