Quando il lupo incontra la bufala: ancora un caso di disinformazione in TV

La “bufalupa” questa volta è stata avvistata su TGCOM24

[3 marzo 2015]

Una nuova specie animale si aggira nel nostro Paese, la  bufalupa, curioso ibrido di due specie molto diverse tra loro: la bufala e il lupo.

Questi due animali, che di solito vivono in luoghi molto diversi e raramente riescono a incontrarsi in natura, hanno trovato il modo di incontrarsi in un habitat impensato: i mass media italiani. Ed è qui che è nata la bufalupa, che, trovandosi incredibilmente a suo agio nel nuovo ambiente, è cresciuto sia in numero che in dimensioni. L’ultimo esemplare di bufalupa è stato avvistato il primo marzo su TGCOM24 ed era di dimensioni veramente eccezionali.

D’accordo, la bufalupa non esiste e l’incipit di quest’articolo è, ovviamente, provocatorio. Ma ad ascoltare i mass media italiani quando trattano il tema lupo e le incredibili bufale che riportano, viene da chiedersi se non stiano descrivendo in realtà una specie sconosciuta ai più, studiosi compresi. Il breve servizio andato in onda sul TGCOM24 ne è un esempio perfetto, perché in pochi secondi riesce a sintetizzare una sequela incredibile di sciocchezze e luoghi comuni ancora radicati a livello di leggende metropolitane, ma che, grazie ad articoli e servizi di questo tenore, arrivano alle orecchie di milioni di cittadini (per chi volesse vederlo è disponibile a questo link:http://www.tgcom24.mediaset.it/animali/i-lupi-invadono-le-campagne-italiane-i-branchi-selvaggi-colpiscono-dovunque_2098282-201502a.shtml).

Già il titolo non promette nulla di buono: “I lupi invadono le campagne italiane: i branchi selvaggi colpiscono dovunque”. I branchi sono selvaggi (e come dovrebbero essere?) e colpiscono dovunque. E su cosa si intenda per dovunque è l’articolo a spiegarcelo: «Attenti al lupo: dalle Alpi alla Sicilia aumentano i predatori». Si avete capito bene, per l’articolista i lupi colpiscono anche in Sicilia, regione in cui il lupo risulta estinto dall’inizio del secolo scorso. Ma è solo la prima delle amenità che riscontriamo nel testo.

L’articolo parla di un’allerta lupo in tutte le regioni perché “quello che preoccupa di più sono gli avvicinamenti pericolosi alle persone”: strizzatina d’occhio alla paura atavica per questo animale. Nessun dato o riferimento a eventi realmente occorsi per supportare questa affermazione tanto forte quanto infondata: un bel modo per fare audience alla faccia della verifica delle fonti. Ma veniamo alla vera chicca, la madre di tutte le bufalupe: «Nell’equilibrio ambientale, i lupi sono utili per contenere le invasioni di cinghiali e altri animali dannosi per le coltivazioni. Se mangiassero soltanto caprioli o prede selvatiche, manterrebbero l’habitat favorendo la selezione naturale. Forse qualcuno ha esagerato con il ripopolamento forzato». Eccola là, la bufala delle bufale sul lupo: l’espansione della specie in Italia è dovuta al ripopolamento forzato (c’è da chiedersi cosa significhi l’aggettivo forzato) voluto da qualcuno (questi maledetti ambientalisti?) che ha però esagerato.

«Di recente, si sono introdotti lupi nella speranza di contrastare i cinghiali devastanti per le coltivazioni. Così per difendere alcune zone agricole, si è prodotto dall’altra parte un danno all’allevamento».  Insomma, per  l’autore l’intento del ripopolamento era buono, ma ci si è fatti prendere troppo la mano.

Alla fine un po’ ci dispiace per l’articolista. Se avesse anche affermato che il ripopolamento era avvenuto grazie al lancio di lupi paracadutati da elicotteri avrebbe fatto en plein. Peccato, c’era andato così vicino.