Quando in Toscana sono i cacciatori a salvare i lupi

I complimenti del Wwf per i due livornesi. Netta la condanna dell’uso dei bocconi avvelenati

[2 ottobre 2014]

Sulla difesa dei lupi possono crearsi inaspettate alleanze: il Wwf Toscana  oggi in una nota sottolinea che «è importante mettere in rilievo e elogiare il gesto dei due cacciatori livornesi che nei giorni scorsi hanno rinvenuto un lupo in difficoltà e immediatamente allertato il Corpo Forestale dello Stato. Speriamo vivamente che anche le associazioni venatorie si uniscano al plauso verso il gesto dei due cacciatori».

Secondo il Panda è però necessario «anche mettere in evidenza come questo comportamento estremamente virtuoso contrasti con quello altamente incivile dall’uso dei bocconi avvelenati per combattere i così detti animali “nocivi”. Il lupo in difficoltà infatti era stato probabilmente avvelenato».

La criminale pratica dei bocconi avvelenati è purtroppo estremamente diffusa in Toscana. «I dati – spiegano al Wwf – mettono in evidenza come la motivazione più importante sia il fatto che i predatori sottraggono prede ai cacciatori in generale, ma soprattutto laddove si effettuano ripopolamenti a fini venatori, come nelle Zone di Ripopolamento e Cattura, o vi sono attività economiche legate alla caccia,come nelle Aziende Faunistico Venatorie. I casi di avvelenamento avvengono infatti per lo più in prossimità di tali aree».

I metodi di avvelenamento sono cambiati radicalmente: «Una volta – spiegano gli ambientalisti – si usavano veleni micidiali ma di difficile reperibilità come la stricnina; oggi invece si usano spesso sostanze tossiche di più facile reperibilità ma meno efficienti nell’uccidere. Gli animali avvelenati vanno incontro quindi a lunghi periodi di sofferenza, ma se soccorsi in tempo, come il lupo di Livorno, hanno qualche possibilità di salvarsi».

Ma per il lupo in Toscana sono tempi duri e se il conflitto con la zootecnia è noto, il Wwf dice che ne esiste un altro spesso sottaciuto: «il conflitto con i cacciatori di cinghiali che vedono nel lupo un competitore diretto che provoca una diminuzione degli animali abbattuti nelle battute di caccia. Infatti molte ricerche hanno dimostrato che la presenza del lupo altera profondamente il comportamento delle sue prede e ne riduce la produttività».

Quindi chi si lamenta della invasiva e distruttiva presenza dei cinghiali dovrebbe tutelare il luo e favorirne la presenza che, secondo il Wwf, «garantisce un equilibrio nell’intero ecosistema ed è quanto mai necessaria in boschi ormai saturi di ungulati che si riversano nelle coltivazioni provocando ingenti danni a carico della collettività. Proteggere il lupo e, i grandi predatori in genere, vuol dire proteggere tutto l’ecosistema. Oggi invece la maggior parte degli ecosistemi della nostra regione risultano decapitati dei loro predatori apicali e stanno andando incontro a processi degenerativi i cui effetti sul lungo termine non sono prevedibili ma che potrebbero avere serie conseguenze sulla biodiversità».

Il Wwf Toscana è convinto che «Solo la conoscenza ci può salvare dalla distruzione della natura, ma la conoscenza deve essere diffusa tra tutti le categorie (portatrici di interessi) che operano a stretto contatto con l’ambiente. La conservazione è una disciplina molto complessa. Quello che è dimostrato è che senza un dialogo tra i “portatori di interessi” la conservazione non può progredire. Non è più accettabile che le istituzioni favoriscano in modo clientelare i gruppi più numerosi o più forti economicamente, il dialogo e il vero (non sbandierato) coinvolgimento di tutte le categorie è l’unica strada per la conservazione».

Il Panda toscano conclude: «Ben vengano quindi questi gesti che debbono farci riflettere ed insegnarci a vivere insieme, e insieme a tutti gli animali (predatori inclusi!), in un unico preziosissimo ambiente».