Quando l’Elba venne candidata come sito Unesco per le sue ricchezze geologiche: era il 1990

Tanelli: «Da allora tanto è stato fatto, e tanto resta da fare»

[23 febbraio 2016]

Proposta Elba WHLGS 1990

Lo scritto di Franco Cambi con il ricordo di Riccardo Francovich e la storia del Parco di San Silvestro, le idee sul contributo di sbarco e le dichiarazioni del sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo sul Parco Minerario mi hanno portato a cercare un vecchio documento. Risale al gennaio del 1990, quando a nome del Consiglio nazionale delle ricerche venne inoltrata la candidatura dell’Isola d’Elba nella lista provvisoria del World heritage list of geological sites del progetto coordinato Unesco, Iugs (International union geological sites), Igcp (International geological correlation project) per la conservazione e la valorizzazione culturale e turistica dei “Grandi monumenti geologici del pianeta”.

Si legge nella lunga motivazione della candidatura come le zone minerarie da Calamita a Rio siano  i contenitori di una peculiare storia geologica, vecchia di almeno 400 milioni di anni, e di una storia mineraria che risale al primo millennio a.c. Si sottolinea inoltre come i filoni pegmatitici del Monte Capanne, con i loro meravigliosi campioni, rappresentino un eccezionale esempio di processo minerogenetico, famoso nel mondo. In sintesi, le manifestazioni geologiche e mineralogiche dell’Isola d’Elba offrono “un esempio unico di interazione fra uomo e processi naturali, inserito in un paesaggio magico di straordinaria bellezza”.

Da allora tanto è stato fatto e tanto resta da fare. Tre mesi fa, un quarto di secolo dopo quel lontano 1990, il 17 novembre 2015 l’assemblea plenaria dell’ Unesco ha approvato, dopo un lungo e difficile lavoro, la risoluzione 38 C/14 in cui viene approvato il Programma internazionale geositi e geoparchi  (Ipgg) al fine di costituire l’Unesco global geoparks. L’Elba e l’Arcipelago non possono mancare.

di Beppe Tanelli*

*primo presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e professore di Georisorse all’università di Firenze