Ma molti asset principali stanno diminuendo a causa dello sfruttamento non sostenibile

Quanto vale la natura del Mediterraneo? Il 20% del prodotto marino lordo mondiale

Nonostante copra solo l’1% della superficie degli oceani, il Mare Nostrum vale almeno 5.600 miliardi di dollari

[27 settembre 2017]

In vista del prossimo Summit – Our Ocean – ospitato dall’Unione europea a Malta all’inizio di ottobre,  Il Wwf ha presentato oggi il rapporto  “Reviving the Economy of the Mediterranean Sea: Actions for a sustainable future”, realizzato in collaborazione con The Boston Consulting Group (Bcg) e che si avvale della prefazione di Karmenu Vella,  il Commissario europeo all’ambiente, affari marittimi e pesca. Un rapporto dal quale emerge che quella del Mare Nostrum è «Una ricchezza incomparabile ma in forte calo Il “valore natura’ del Mediterraneo, con i suoi 46.000 km di costa, è capace di sostenere circa 150 milioni di persone che vivono lungo le sponde del bacino. Pur coprendo appena l’1% della superficie degli Oceani del mondo, il Mediterraneo è capace di fornire il 20% del Prodotto Marino Mondiale Lordo. Se fosse un’economia a se stante, sarebbe la quinta della regione, dopo Francia, Italia, Spagna e Turchia, capace di generare circa quanto l’economia annuale di Algeria, Grecia e Marocco messe insieme».

Il Wwf spiega che il suo obiettivo è quello di «sollecitare il confronto e la discussione alla conferenza di Malta», dove terrà un side-event alla conferenza per presentare i risultati chiave della relazione.

La presentazione del rapporto in Italia fa parte della road-map della Campagna #GenerAzioneMare del WWF che proseguirà nei prossimi giorni con iniziative legate a inquinamento e sostenibilità all’interno di Barcolana 2017. Nella sua prefazione Vella scrive: «Costruire un Economia Blu per il Mediterraneo dipenderà in gran parte dalla capacità che avremo di garantire la salute del nostro mare, delle sue coste e degli ecosistemi marini e, laddove è possibile, ripristinare quelli degradati. Non possiamo continuare a erodere i beni del mediterraneo dai quali dipendono cultura ed economia». Il rapporto fornisce il quadro più aggiornato ad oggi disponibile mirato sui principali ‘asset’ naturali del Mar Mediterraneo. Il  Wwf evidenzia che «Il report rivela gli enormi vantaggi che il Mar Mediterraneo porta all’economia della regione e propone 6 priorità strategiche per raggiungere un futuro sostenibile per il Mediterraneo. Il Report dimostra che il Mar Mediterraneo svolge un ruolo fondamentale nell’economia regionale: questo grande fondo di investimento pubblico si basa sulle risorse (asset) naturali del mare, capaci di sostenere gran parte dell’economia e del benessere comunitario». Ma il Panda lanci un allarme: «questi beni si stanno erodendo».

Il rapporto descrive il contributo fornito del mare alla regione mediterranea con una modalità nuova e rivela che «Il valore complessivo dei beni naturali del Mediterraneo è di almeno 5.600 miliardi di dollari Usa, capace di generare annualmente un’economia pari a 450 miliardi di dollari. Questo valore si basa su risorse quali le coste produttive, gli stock ittici e la pesca e le fanerogame marine (piante marine come la posidonia) che, ad esempio, garantiscono il sequestro di carbonio, fondamentale per gli equilibri del clima sul pianeta. La produzione economica annuale mondiale del mare (Prodotto marino lordo) è stimata ad almeno 24 trilioni di dollari e il Mediterraneo, da solo, fornisce il 20% del cosiddetto “Prodotto Marino Lordo” degli Oceani del pianeta pur essendo appena l’1% della superficie degli oceani».

Però il  rapporto rileva che «molti asset principali nel Mar Mediterraneo stanno diminuendo a causa dello sfruttamento non sostenibile e che l’utilizzo di tali risorse si sta accelerando».

Il report  si concentra sulle industrie della  pesca e del turismo in rapida crescita e dimostra che «La salute del Mar Mediterraneo è in una fase di svolta» e sostiene ancora di più «l’importanza della conservazione come una delle maggiori priorità per i leader mediterranei». Secondo la presidente del Wwf Itali, Donatella Bianchi, «Questo rapporto chiarisce quanto rilevante sia il valore economico, ambientale e sociale del Mediterraneo e quale sarà il costo che la grande comunità mediterranea dovrà sostenere se non verranno avviate le necessarie politiche di conservazione, mitigazione e tutela. La pressione esercitata sulle risorse ittiche, sulle aree costiere e gli ecosistemi marini è insostenibile e senza precedenti, in Mediterraneo come nella maggior parte dei mari e degli oceani del pianeta. I leader del Mediterraneo e del mondo, riuniti a Malta, devono cogliere questo momento per impegnarsi affinché siano raggiunti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dell’accordo globale sul clima del 2015. Non c’è tempo da perdere».

Nicolas Kachaner, managing director Bcg, conclude: «Con questa analisi nessuno può dubitare dell’importanza di gestire attentamente gli asset marini che sostengono una fetta cosi grande dell’economia mediterranea. Un approccio economico prudente prevederebbe una forte azione di conservazione in tutta la regione per assicurare i suoi beni naturali, altrimenti le fondamenta economiche della regione potrebbero essere seriamente minacciate».