Quanto valgono i servizi ecosistemici? Il punto sul progetto Life+ Making Good Natura

[6 novembre 2013]

Nei giorni scorsi a Milano è stato fatto il punto sul progetto Life+ Making Good Natura, il primo Life in Italia ad occuparsi della gestione e del finanziamento dei Siti Natura 2000 attraverso la valutazione dei servizi ecosistemici.

Dopo un anno di lavoro, i partner di progetto con il capofila Cursa (Consorzio universitario per la ricerca socioeconomica e per l’ambiente), oltre ad esaminare lo stato d’avanzamento delle azioni tecniche e di comunicazione e la verifica degli adempimenti amministrativi, hanno incontrato  i portatori di interesse dei Siti pilota della Lombardia (Corni di Canzo, Val Masino, Val Grigna, Gardesana Occidentale, Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, Riserva Regionale Lanca di Gerole e della ZPS Viadana) ed i funzionari dell’Ersaf (Ente per i servizi all’agricoltura e alle foreste), della Regione Lombardia.

L’obiettivo del confronto è stato l’approfondimento di alcuni aspetti naturalistici e gestionali dei 9 siti Natura 2000 presenti nelle foreste lombarde gestite dall’Ersaf e nelle 3 aree protette lombarde. «In Lombardia sono state individuate ben 242 aree rilevanti per la presenza di specie e habitat che vanno a costituire la rete europea Natura 2000- ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi -Questi sistemi naturali rappresentano una ricchezza indispensabile per mantenere gli equilibri necessari alla vita sul pianeta, compresi i bisogni degli uomini. Lo sviluppo del progetto porterà a una maggiore conoscenza in merito ai “servizi ecosistemici”, cioè ai benefici che queste aree possono fornire alla qualità della vita dei cittadini lombardi. Inoltre, servirà anche a capire come compensare gli operatori economici e le comunità locali che contribuiscono a mantenere i sistemi naturali».

Il progetto Life+ Making Good Natura, si pone appunto l’obiettivo di contrastare la vulnerabilità dei siti della Rete Natura 2000 attraverso meccanismi innovativi di gestione e valorizzazione dei servizi ecosistemici. Il progetto, partendo dall’individuazione dei numerosi benefici che gli ecosistemi agroforestali garantiscono alle comunità locali (ad esempio la disponibilità di acqua, la fertilità del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico), vuole elaborare i meccanismi di gestione di questi stessi ecosistemi.  Inoltre attraverso un approccio bottom up, il progetto si pone come specifico obiettivo, quello di favorire lo scambio d’informazioni con gli stakeholder sugli usi, le criticità dei territori e le loro relative soluzioni, al fine di rendere consapevole la comunità locale del valore del proprio territorio e della possibilità d’innescare fenomeni di autofinanziamento.

«Quasi sempre esistano i presupposti per una governance attiva dei servizi ecosistemici nei territori interessati- ha sottolineato Davide Marino del Cursa, coordinatore del progetto- Le comunità locali hanno spesso sviluppato approcci di tipo progettuale e partecipato che possono essere il presupposto ideale per poter inserire anche la governance dei servizi ecosistemici».

Gli incontri, durati tre giorni, hanno inaugurato di fatto la fase di campo del progetto Life sul territorio lombardo. Due gruppi di lavoro composti da personale del Cursa, Ersaf, Regione Lombardia, Wwf Italia e Regione Sicilia hanno incontrato in 10 diverse riunioni i rappresentanti istituzionali e le comunità locali dei territori coinvolti. Il Cursa, all’interno di questi incontri, ha presentato ai partner un’analisi preliminare del lavoro basata su dati cartografici e qualitativi forniti dagli enti gestori con l’intento di condividere questo primo risultato con gli stakeholders locali, pubblici e privati.

In seguito alla presentazione degli obiettivi del progetto Life+ Making Good Natura, i numerosi portatori d’interesse (sindaci e amministratori comunali, funzionari provinciali, rappresentanti delle Comunità montane, operatori turistici e culturali, imprenditori agricoli e forestali, volontari di associazione ambientaliste come Cai, Legambiente, professionisti e singoli cittadini) hanno preso parte alle discussioni permettendo l’approfondimento dei principali servizi ecosistemici offerti dai siti pilota della rete Natura 2000 e nell’area Buffer.