Ecco cosa sono quelle torri che si vedono anche da Livorno: i cassoni della Costa Concordia, ma perché?

[30 giugno 2014]

In attesa del verdetto sulla destinazione del relitto della Costa Concordia, con genova che ormai pare sicura della “vittoria” su Piombino, ieri è accaduto qualcosa di cui è bene non tacere. Andiamo quindi subito nel dettaglio: vista da lontano sembra una strana barca a vela,  ma ad una più attenta osservazione ci si rende conto che è una grossa chiatta con a bordo due “torri”  trainata da rimorchiatori.

E’ questo lo strano vascello all’orizzonte che ha incuriosito turisti e residenti a Marciana Marina durante la sciroccata degli ultimi due giorni. Si tratta in realtà del trasporto di parte dei grossi cassoni che dovrebbero consentire la stabilità ed il galleggiamento del relitto della Costa Concordia, naufragata all’Isola del Giglio, durante il suo lungo viaggio che, a quanto sembra deciso, avrà come meta Genova.

Per sfuggire alla sciroccata ed al temporale che hanno investito l’Arcipelago Toscano, rimorchiatori e chiatta si erano riparati di fronte alla costa nord dell’Elba, mantenendosi comunque in movimento.

Lo stesso convoglio marittimo, con diverse condizioni meteomarine avverse, nelle settimane scorse era  stato segnalato  al riparo davanti alle coste orientali dell’Elba. Infatti, con il cambio di vento e una mareggiata che sta colpendo il nord dell’Elba, stamattina davanti a Marciana Marina sono spariti  rimorchiatore e “torri”, evidentemente per andarsi a ridossare  in un luogo più sicuro.

La cosa, oltre ad incuriosire, sta preoccupando diverse persone  che cominciano a porsi alcune domande.

La prima è: se per il trasporto di due cassoni ci sono tutte queste difficoltà di navigazione, cosa succederà per  il trasporto del gigantesco relitto della Costa Concordia sulle cui fiancate vengono applicati molti di quegli stessi cassoni di “stabilizzazione”?

L’altra perplessità che circola riguarda il decreto rotte o “inchini” approvato dai ministri Clini e Passera proprio dopo il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio e proprio per allontanare le grandi navi dalle aree protette marine e terrestri.

Le difficoltà incontrate dal trasporto dei cassoni verso il Giglio dei cassoni da applicare sul relitto,  fanno presumere che sia probabile che il lentissimo traino della Costa Concordia possa trovare condizioni meteo-marine avverse e dover riparare sotto costa, proprio come successo nel caso di Marciana Marina e degli altri episodi segnalati all’Isola d’Elba, di fronte a Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che il decreto “inchini” voleva proteggere.

Se poi durante la navigazione il convoglio di traino del relitto della Concordia dovesse ridossarsi,  con comprensibili difficoltà, vista la stazza del relitto, al riparo di un’isola minore i rischi sarebbero aggravati dalla presenza di aree marine protette che sono anche Zone di protezione speciale dell’Unione europea.

Evidentemente, come fa notare qualcuno,  il decreto legge “inchini” fatto per la Costa Concordia non vale per il relitto della Costa Concordia. Anche se va aggiunto che il decreto Clini-Passera si è rivelato subito un colabrodo bucherellato dalle deroghe locali, a cominciare proprio da aree sensibili come l’Arcipelago Toscano e Venezia.