Ancora sul raduno di San Rossore (con polemiche)

[28 aprile 2014]

La discussione o meglio le polemiche sul previsto raduno dei boy-scout in San Rossore hanno preso una brutta piega al punto che si vorrebbe coinvolgere addirittura il papa neppure si trattasse della Lucchini.

Ma non aiuta a venirne ragionevolmente a capo neanche chi vi vede nientemeno che l’avvio di una stagione che senza tanti scrupoli  si metterà alle spalle qualsiasi riguardo finora riservato ad una tenuta tanto pregiata e speciale.

Tutto o quasi insomma un po’ troppo sopra le righe vuoi perchè comunque si valuti l’impatto dell’evento si tratta pur sempre di un evento e non di un intervento con tanto di insediamenti permanenti.

Lo dico perché il parco negli anni ha dovuto misurarsi e fare i conti con ben altri ‘impatti’ permanenti dal porto al lago di Massaciuccoli, dall’ippodromo alle cave di sabbia e ha saputo farlo saggiamente e con equilibrio.

Nulla toglie naturalmente alla portata all’evento che i più autorevoli critici d’altronde contestano non perché lo si vuole fare nel parco ma in quella parte del parco. Che tra questi vi siano personalità che hanno ricoperto incarichi nel comitato scientifico del parco chiamato ieri come oggi a dire la sua specie su decisioni di questo tipo dovrebbe sdrammatizzare la cosa o comunque consigliare un confronto senza pretese di impartire lezioni di cui nessuno ha bisogno. Anche i toni contano e fanno la musica.

Ho passato abbastanza tempo al parco e ho avuto modo di occuparmi di alcune delle vicende più delicate  e scabrose a cui ho fatto cenno e ho imparato che solo intorno ad un tavolo gira gira si trovano le soluzioni giuste anche quando in più d’un caso volano pure parole grosse perchè anche quelle alla fine devono    lasciare il posto a quelle meno grosse ma giuste.

Se c’è come c’è un progetto basta quello per confrontarsi senza doverne presentare altri che non competono a chi critica e tanto meno al papa ma a chi amministra. Ciò vale anche quelle ipotesi alternative che alcuni hanno avanzato. D’altronde i proponenti sono persone competenti quanto basta e non certo degli sprovveduti e vanno perciò  presi in seria considerazione. Chi amministra oggi  il parco può e sa farlo e sono sicuro che saprà farlo.