Ragno mangia ragno: scoperte in Madagascar 18 nuove specie di ragni pellicano

Aracnidi “alieni” che si credevano estinti e che dimostrano la necessità di proteggere la biodiversità in pericolo del Madagascar

[12 gennaio 2018]

Nel 1854 fu trovato, in un frammento d’ambra risalente a 50 milioni di anni fa, un ragno dall’aspetto curioso, che oggi definiremmo alieno, con una struttura allungata simile a un collo e lunghi apparati boccali che sporgevano dalla “testa” come un becco angolato e che davano all’aracnide una sorprendente somiglianza con un piccolo pellicano. Solo qualche decennio più tardi, quando i ragni pellicano vennero scoperti in Madagascar, gli aracnologi  capirono che il loro comportamento era insolito come il loro aspetto. Ma studiare questi aracnidi era molto difficile perché vivono in regioni remote e che fino a poco tempo fa erano rimaste in gran parte inesplorate.

Ora lo studio “A review of the Madagascan pelican spiders of the genera Eriauchenius O. Pickard-Cambridge, 1881 and Madagascarchaea gen. n. (Araneae, Archaeidae)”, pubblicato su ZooKeys da Hannah Wood della Smithsonian Institution e Nikolaj Scharff dell’University of Copenhagen, ci rivela l’esistenza di altre specie sconosciute alla sciena di questi straordinari animali e fa ulteriore luce sulle loro abitudini “cannibali” e di killer di altre specie di ragni.

La Wood, curatrice della sezione arachidi al National museum of natural history della Smithsonian, ha esaminato e analizzato centinaia di ragni pellicano sia sul campo in Madagascar che studiando esemplari di questi stranissimi aracnidi conservati nelle collezioni museali. La sua analisi, incentrata sui ragni dei generi Eriauchenius e Madagascarchaea, ha classificato i ragni studiati in 26 specie diverse, 18 delle quali non erano mai state descritte prima. La Wood e Scharff  descrivono dettagliatamente – anche con incredibili foto – su ZooKeys  tutte le 26 specie di ragni pellicano e la Wood sottolinea che «I ragni pellicano sono ben noti tra gli aracnologi,  non solo per il loro aspetto insolito, ma anche per il modo in cui usano i loro lunghi “colli” e le parti della bocca simili a mascelle per predare altri ragni. Questi ragni attestano la biologia unica che si è diversificata in Madagascar».

I ragni pellicano sono ferocissimi cacciatori che si aggirano nella foresta di notte e seguono i fili di seta tessuti dagli altri ragni per raggiungere le loro prede. Quando un ragno pellicano trova una vittima, si allunga rapidamente e la impala letteralmente sulle sue lunghe “mascelle”, o cheliceri. Quindi tiene la preda lontana dal suo corpo, tenendosi così al riparo da potenziali contrattacchi, fino alla morte della vittima.

La Wood spiega che «Gli odierni ragni pellicani sono “fossili viventi,  notevolmente simili alle specie trovate conservate nelle documentazioni fossili a partire da 165 milioni di anni fa. Poiché i ragni viventi sono stati trovati dopo che i loro antenati erano stati scoperti nella documentazione fossile e dati per presunti estinti, possono essere considerati un taxon “Lazarus“. Oltre al Madagascar, i moderni ragni pellicano sono stati trovati in Sud Africa e in Australia; un modello di distribuzione che suggerisce che i loro antenati vennero dispersi in queste masse terrestri quando il supercontinente terrestre Pangea iniziò a disgregarsi circa 175 milioni di anni fa».

Il Madagascar ospita un gran numero di specie animali e vegetali autoctone che esistono lì, ma fino a poco tempo fa, nell’isola erano state documentate solo alcune specie di ragni. Nel 2000, la California Academy of Sciences avviò in Madagascar un enorme inventario degli artropodi, raccogliendo ragni, insetti e altri invertebrati in tutta l’isola. Per condurre il suo studio, la Wood ha utilizzato quelle collezioni, insieme a esemplari di altri musei e a ragni raccolti durante il suo lavoro sul campo in Madagascar e le sue osservazioni dettagliate e le misurazioni di centinaia di esemplari hanno portarono all’identificazione di 18 nuove specie, ma la ricercatrice Wood dice che «Ce ne sono quasi certamente altre da scoprire. Mentre i lavoratori sul campo continuano a raccogliere esemplari in tutto il Madagascar, penso che ci saranno molte più specie che non sono ancora state descritte o documentate».
I ragni che la Wood ha raccolto personalmente, compresi gli olotipi (gli esemplari sui quali si basa la descrizione originale di una specie) per molte delle nuove specie, entreranno a far parte della National Entomological Collection degli Stati Uniti allo Smithsonian, la seconda più grande collezione di insetti al mondo, dove saranno conservati e accessibili per ulteriori ricerche degli scienziati di tutto il mondo e proprio allo Smithsonian fanno notare che «Tutti i ragni pellicano che la Wood ha descritto vivono solo in Madagascar, un’isola la cui enorme biodiversità è attualmente minacciata dalla diffusa deforestazione. Le nuove specie vanno ad incrementare la comprensione di quella biodiversità da parte degli scienziati e aiuteranno la Wood a studiare come i tratti insoliti dei ragni pellicani si siano evoluti e si siano diversificati nel tempo» e la Wood conclude che queste nuove specie di ragni “aliewni” »Sottolineano anche la necessità di conservare ciò che rimane delle foreste del Madagascar e la biodiversità che contengono».

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