Il rapido declino delle popolazioni dei vertebrati è iniziato con l’industrializzazione

Molto diffuso tra le specie in via di estinzione, ne soffre la diversità genetica

[19 dicembre 2016]

Secondo lo studio “Rapid population decline among vertebrates began with industrialization” , pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da un team dell’Health science center dell’università del Texas – Houston  (UTHealth) e dell’Accademia cinese delle scienze, il rapido decino delle specie di vertebrati è cominciato nel XIX secolo, all’apice dell’industrializzazione.

Il leader del team di ricerca, , Yun-Xin Fu, professore del dipartimento di biostatistica e del  Dipartimento di epidemiologia, genetica umana e scienze ambientali  della School of public health dell’UTHealth, spiega che «L’industrializzazione è la spiegazione più naturale per il rapido calo della popolazione che abbiamo avuto in quel periodo di tempo. Deve essere stato  in qualche modo causato da un impatto umano».

Per giungere a questa conclusione, il team sino-americano  ha recensito migliaia di articoli scientifici sulla diversità genetica delle specie di vertebrati. I loro lavoro ha prodotto dati genetici per 2.764 specie di vertebrati, 600 delle quali sono in pericolo di estinzione.

Per capire quando è iniziato il declino di ogni specie oggi a rischio, i  ricercatori hanno utilizzato un la  genetica della popolazione ed hanno così scoperto che «In media, la dimensione della popolazione delle specie in via di estinzione è diminuito di circa il 25% ogni 10 anni a partire da 123 anni fa».

Secondo il principale autore dello studio, Haipeng Li, che era uno studente della School of public health e che ora lavora per l’Accademia cinese delle scienze, «Un rapido declino della popolazione è molto diffuso tra le specie in via di estinzione e quando si verifica, la diversità genetica ne soffre».

Fu aggiunge: «Mentre gli sforzi della conservazione si sono solitamente concentrati sul mantenimento della diversità genetica all’interno di una specie, dovrebbe avere più peso la tutela degli ecosistemi e degli habitat naturali. Vista a lungo termine, la diversità genetica è importante per preservare una specie. Tuttavia, impedendo il rapido declino della popolazione proteggendo gli habitat nativi delle specie sembrerebbe essere più importante, perché la differenza complessiva della diversità genetica tra specie minacciate e non specie minacciate non è a un livello allarmante».

Fu spera che «Lo studio saprà informare meglio gli sforzi per la conservazione e incoraggiare a mettere di più  l’accento sugli effetti dell’impatto umano sugli habitat e gli ecosistemi».