Rave party nel Parco della Sila e gli scout a San Rossore, i due pianeti dei giovani italiani

Legambiente: «Una forma di "divertimento giovanile" che deturpa l'ambiente e che nessuno sanziona»

[22 agosto 2014]

Ha fatto molto scalpore e sollevato altrettanto polemiche la Route degli scout dell’Agesci nel Parco regionale di San Rossore, ma i 35.000 ragazzi e ragazze hanno sicuramente dimostrato un rispetto dell’ambiente e una disciplina e organizzazione che non sono riscontrabili in altri raduni di massa. Mentre si continua (giustamente) a discutere sull’opportunità o meno di organizzare eventi simili dentro aree protette, nessuno sembra accorgersi di quanto sta accadendo da anni nel Parco nazionale della Sila, dove vengono organizzati Rave Party che fanno apparire il raduno degli scout di San Rossore una semplice passeggiata ecologica.

A denunciarlo è Legambiente Sila che spiega: «I Rave party sono incontri clandestini tra giovani, dove alla base della “festa” (se tale si può chiamare) c’è musica tecno suonata ad altissimo volume e costantemente per ore e ore attraverso l’utilizzo di un notevole numero di casse acustiche che formano un vero e proprio muro di rumore, arrecando grave danno non solo all’udito di chi l’ascolta ma anche a tutta la fauna presente in un largo raggio della zona interessata, in un momento delicato come quello estivo dove molte specie sono in fase riproduttiva».

Oltre a questo gli ambientalisti fanno notare che «nei Rave party si è solito consumare in maniera spropositata un eccessivo quantitativo di droghe di ogni genere, dalle più leggere come la marijuana e l’hashish, a quelle considerate “pesanti” come l’Lsd fino al consumo di crack, cocaina e sostanze chimiche come le anfetamine e gli acidi». Siamo lontanissimi dal mondo dei cattolici scout dell’Agesci e dai loro momenti di preghiera, meditazione e dibattito, ma sempre di giovani e parchi stiamo parlando.

Già 4 anni fa Legambiente Sila denunciò lo svolgimento di alcune manifestazioni di questo genere, «tra ra cui quella presso il lago Votturino – dicono gli ambientalisti – dove in nostra presenza alcuni agenti delle locale caserma dei Carabinieri di Pedace sorpresero un gruppo di ragazzi accampati tra rifiuti e sporcizie varie già da alcuni giorni. Da allora nulla pare sia cambiato anzi, il fenomeno sta prendendo sempre più piede sull’altopiano della Sila».

Quest’anno il luogo degli accampamenti non autorizzati è stata nell’area di Monteuliveto, più nota come “I Frischini”, dove si sono svolti già 3 Rave Party, «Tutti ben organizzati e nascosti tant’è che “nessuno” si è accorto, visto o sentito niente», dicono a Legambiente Sila e si chiedono: «Chi controlla il territorio? Cosa fanno gli enti preposti riguardo a questi fenomeni che provocano ingenti danni all’ambiente oltre ad alimentare illegalmente pratiche pericolosissime per giovani provenienti da varie parti della regione che per giornate intere non fanno altro che consumare enormi quantitativi di sostanze stupefacenti?»

L’ordinata città di quartieri di attendamenti di San Rossore sembra davvero su un altro pianeta e il Cigno Verde silano scrive in un comunicato: «È veramente preoccupante la situazione che si sta creando tra i boschi della Sila: tra le innumerevoli illegalità di abusivismo edilizio, taglio indiscriminato di alberi, presenza di fuoristrada e quad che imperversano ovunque, abbandono di rifiuti di ogni genere, accampamenti selvaggi in dispregio di ogni regola di civiltà si va ad aggiungere prepotentemente anche questa dei Rave Party. Chiediamo con forza l’intervento delle forze preposte al controllo del territorio per far ristabilire le regole all’interno di un’area protetta e per porre in freno a questa triste e pericolosissima pratica illegale prima che avvenga qualche tragedia come purtroppo in molti casi è accaduto durante questi incontri clandestini. Altro che salubrità del territorio e riconoscimento da parte dell’Unesco».