Referendum del 17 aprile, i Comuni virtuosi: «Vota SI per fermare le trivelle»

Le mappe delle trivelle e delle concessioni offshore in Italia

[1 marzo 2016]

Trivelle d'Italia

Il referendum contro le trivellazioni petrolifere e gasiere offshore, promosso da 9 Consigli regionali, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste e dal coordinamento No Triv, si terrà il 17 aprile. In molti chiedevano di spostare il voto a giugno, quando in diverse città italiane si terranno le elezioni amministrative, sia per favorire una maggiore partecipazione che per risparmiare sull’allestimento dei seggi. Ma se amministrative e referendum si tenessero insieme aumenterebbe la possibilità di raggiungere il quorum del 50% più uno per rendere valido il referendum e questo non sembra piacere a chi ci governa, nonostante 7 delle 9 Regioni che hanno promosso il Referendum siano amministrate dallo stesso Partito del Presidente del Consiglio. Alla fine, il governo e il Presidente della Repubblica hanno deciso di convocare il referendum abrogativo il 17 aprile. Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day  ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum.

L’Associazione Comuni Virtuosi è parte del comitato nazionale  “Vota SI per fermare le trivelle” che riunisce diverse associazioni e altre realtà già aderenti alla Coalizione Clima.

I Comuni Virtuosi  spiegano che «Il comitato lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma(introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. Far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale, è la vera posta in gioco di questo referendum. Il comitato nazionale si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutti i territori e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?”».

Secondo l’Associazione Comuni Virtuosi «Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale? Noi vogliamo che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici».

I Comuni Virtuosi scommettono sullo slogan del comitato nazionale  “Vota SI per fermare le trivelle”: «Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto».