Le Oasi del Wwf si dichiarano: Drills Free Area

Referendum del 17 aprile, Wwf: «Un mare di ragioni per un mare di Sì»

Caserta: «Un referendum, che si poteva evitare, su una norma di cui l’Europa ci chiederà conto»

[14 aprile 2016]

Wwf trivelle

Per un giorno il Wwf ha portato le nostre coste e i nostri mari al centro di Roma per una vera e propria festa del mare e della natura per il SI al referendum del 17 aprile. Per farlo ha scelto un luogo straordinario come Piazza del Pantheon a Roma per rappresentare l’Italia e per ospitare per un giorno al suono evocativo di suggestioni marine dell’ukulele. Le oltre 100 Oasi protette dal Wwf che oggi si sono dichiarate “Drills Free Area”, aree senza trivelle, le stesse che non si vogliono nei mari italiani. «Una vera e propria sfilata di luoghi di straordinario valore naturalistico come dune, spiagge, lagune costiere – sottolineano al Wwf – che chiedono un “Sì” al Referendum del 17 aprile sulle Trivelle in occasione “Without Drills Day”» proclamato dall’associazione ambientalista.

Secondo il  Wwf, «Quella di stamattina è stata una vera e propria festa in onore del nostro patrimonio costiero e marino (il Wwf ricorda che l’Italia è tra i Paesi più ricchi d’Europa per la sua biodiversità marina) animata dalla musica del gruppo musicale “Ukus in Fabula” e dai tanti volontari dell’Associazione, che hanno accompagnato gli uomini-sandwich con le foto di alcune delle Oasi coinvolte e i cartelli per proclamare simbolicamente anche piazza del Pantheon “Drills Free Area”. Accanto ai volontari anche alcune Guardie e alcuni responsabili delle Oasi che hanno portato la loro testimonianza».

In Piazza del Pantheon c’era anche il vicepresidente del Wwf Dante Caserta, che ha ricordato che  «ll Paese è stato trascinato ad un confronto referendario che si poteva evitare, su una norma furbesca che andava corretta, e che, se sopravviverà dopo il  referendum del 17 aprile, porterà ad una procedura d’infrazione della Commissione europea che chiede tempi certi sulla durata delle concessioni. Tutto questo perché il Governo e il Parlamento hanno deciso di avallare la richiesta delle aziende estrattive che così potranno artificiosamente prolungare la vita di relitti industriali (sono 8 le piattaforme ”operative” e 31 quelle “non eroganti” su cui il Wwf ha chiesto un’indagine) di piattaforme obsolete localizzate nella fascia offlimits delle 12 miglia pur di non smantellarle e procedere al ripristino ambientale dei luoghi. Nonostante il fatto che il 48% circa delle 88 complessive localizzate nella fascia delle 12 miglia, secondo stime WWF, abbia più di 40 anni e il 47,7% siano state costruite senza la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Un’opera meritoria quella dello smantellamento che porterebbe benefici ambientali ed occupazionali. Il nostro SI convinto è per ribadire le ragioni dell’ambiente e per chiedere finalmente chiarezza sulle scelte ambientali ed energetiche, anche dopo il 17 aprile. Chiediamo che l’Italia si doti al più presto di un Piano energetico e climatico che indichi le tappe per la decarbonizzazione della nostra economia, in coerenza degli impegni assunti alla COP 21 di Parigi da 195 Paesi (tra cui il nostro), colmando una scandalosa assenza di un pensiero strategico delle istituzioni che è durato 28 anni (l’ultimo piano Piano Energetico Nazionale è del 1988)».

L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare il Vademecum del Wwf per il Referendum “Un mare di ragioni per un mare di sì”.  che vuole rispondere con 10 dati di fatto ai 10 luoghi comuni che gli oppositori del referendum utilizzano per difendere le ragioni del petrolio nei nostri mari. Per un giorno il WWF ha portato le nostre coste e i nostri mari al centro di Roma per una vera e propria festa del mare e della natura per il SI al referendum del 17 aprile.