Il regalo di Natale per la caccia toscana

[29 dicembre 2014]

A Legambiente Valdera non piace la “sorpresa” (a dire la verità più che annunciata, e denunciata nei giorni scorsi anche da Legambiente e Wwf Toscana) contenuta nella legge finanziaria approvata dalla Regione Toscana nella settimana di Natale, cui abbiamo già dato uno sguardo su queste pagine:«In Toscana un solo settore sopravvive ai tagli, non è la sanità né la scuola, non sono i servizi ai diversamente abili o agli anziani, né la cultura; non è la tutela dell’ambiente o la conservazione della natura – dicono gli ambientalisti – No, niente di tutto questo. È la caccia l’attività che più sta a cuore all’amministrazione – giunta e consiglio – regionale».

Il Cigno Verde della Valdera sottolinea che  la finanziaria regionale «ha diminuito (più che dimezzate) le tasse regionali per chi esercita la caccia (tagliando così di oltre 3 milioni di euro le entrate regionali) e ha aumentato (più che triplicati) i fondi destinati alla gestione dell’attività venatoria. Rendendo nel contempo completamente privati gli Ambiti Territoriali di Caccia, finora organi pubblico-privati chiamati a realizzare obiettivi di interesse generale e che dal 1° gennaio saranno completamente autonomi nelle scelte. E nell’amministrazione di fondi sempre più cospicui».

Legambiente ricorda invece qualche cifra dei tagli regionali: «444 milioni di euro complessivi di tagli, di cui 310 milioni solo sulla Sanità. Tagli di quasi 3 milioni per Musei e Spettacolo (proprio quelli dati alla caccia!), mezzo milione in meno per il trasporto scolastico dei bambini disabili. Azzerati i fondi per le classi Pegaso, le materne pubbliche fiore all’occhiello della Regione Toscana….. Solo per citarne alcuni!», e sottolinea che «Mentre negli altri settori si taglia, il mondo venatorio toscano, con un incremento di milioni di euro di fondi, potrà continuare ad acquistare animali pronta-caccia, a finanziare la filiera del cinghiale che tanti danni sta causando al mondo agricolo, a incrementare il commercio esentasse e al di fuori dei controlli sanitari di animali uccisi a fucilate anche nei terreni privati, in cui si può entrare armati di fucile ma non ad esempio di binocolo o macchina fotografica».