Repubblica Dominicana: bulldozer del governo spianano una riserva biologica che ospita animali rarissimi

[24 luglio 2013]

Il Grupo Jaragua, un’associazione ambientalista della Repubblica Dominicana ha denunciato che «nella sera del 16 luglio 2013 l’Instituto agrario dominicano (Iad) ha portato  bulldozer ed altri equipaggiamenti pesanti per cominciare a tagliare e smontare parte dell’area protetta chiamata Reserva Biológica Loma Charco Azul, al fine di realizzarci un progetto agricolo chiamato Trocha de Zoquete. Questo è uno dei “Proyectos Especiales” dello Iad in risposta alle inondazioni del Lago Enriquillo. È ubicato vicino a Las Baitoas, nel municipio di Duvergé». Il 17 luglio i bulldozer  avevano raso al suolo l’area di El Cantón.

In realtà, come conferma lo stesso Grupo Jaragua, lo Iad, quindi il governo dominicano, da 4 anni sta disboscando in tutta l’area del lago centinaia di ettari, ma non ne ha assegnata una sola parcella.

Gli ambientalisti spiegano: «Allegano mille ragioni, però sospettiamo che vogliano solo disboscare perché è un business facile e perché hanno molti “amici” che affittano bulldozer ed altre attrezzature.  Per continuare la festa, ora hanno pensato di entrare nell’area protetta».

Intano lo Iad sta diffondendo una brochure informativa sui “Proyectos Especiales” che dicono che per questi lavori l’insediamento di Trocha de Zoquete beneficierà di 11,5 posti di lavoro per “familia”, una cifra che il Grupo Jaragua considera ridicola.

E aggiunge: «Il colmo è che informatori locali ci hanno detto che la  maggioranza dei beneficiari sono persone che non hanno i terreni danneggiati dal lago o semplicemente non hanno terre nell’area».

La Directora Provincial de Independencia, Teresa Gil, ha detto agli ambientalisti che il permesso per l’insediamento nell’area protetta era stato negato.  Ma il 6 luglio il direttore dello Iad aveva detto pubblicamente in un discorso a che «il problema con questa donna dell’ambiente è stato risolto».

Gli ambientalisti si chiedono «A chi dobbiamo credere?»  Intanto coloro  ai quali sono state promesse le terre stanno minacciando gli uomini del ministero dell’ambente, le associazioni ambientaliste e di uccidere qualsiasi iguana trovano a meno che non ricevano la terra.

La Reserva Biológica Loma Charco Azul ospita circa 600 iguane di Ricord (Cyclura ricordi), una specie con poche migliaia di individui che vivono solo nella Repubblica Dominicana. Queste iguane sono note per i loro occhi rosso sangue. Inoltre, la riserva ospita specie endemiche come il succiacapre least pauraque  (Siphonorhis brewsteri), il serpente corridore di Hispaniola (Haitiophis anomalus), e un raro cactus arboreo (Dendrocereus undulosus).

Più di recente i ricercatori hanno scoperto nel parco la presenza del selenodonte di Hispaniola (Solenodon paradoxus), a rischio di estinzione, uno dei mammiferi più bizzarri del mondo: l’unico a spruzzare veleno dai denti come un serpente. Il solenodon è anche un fossile vivente, rimasto praticamente lo stesso dei suoi resti fossili, quando correva tra le zampe dei dinosauri 75 milioni anni fa. L’unica parente vivente del selenodonte di Hispaniola è quello di Cuba, anch’esso ad elevato rischio di estinzione.

È quindi abbastanza incredibile che le ruspe siano entrate a La Loma Charco Azul che fa anche parte della Riserva della Biosfera Jaragua-Bahoruco-Enriquillo dell’Unesco.

Il Grupo Jaragua sottolinea che «l’area in questione comprende la porzione di habitat più importante rimasta per la nostra iguana de Ricord, che si trova solo in questa regione del Paese (a differenza dell’iguana rinoceronte, che ha una distribuzione molto ampia).  Ricordiamo che l’iguana di Ricord è considerata come criticamente minacciata della Lista Rossa dell’Iucn e dalla Lista Roja Nacional, in gran parte a causa della distruzione del suo habitat da parte dei carbonai.  Ora lo Stato dominicano si somma alle minacce. L’iguana di Ricord, insieme ad altre specie regionali endemiche criticamente minacciate, la cúa (che si incontra a maggiori altitudini nella stessa riserva) furono parte della motivazione per proteggere quest’area nel 2009».

Gli ambientalisti dominicani chiedono: «Fino a quando continueremo ad abusare delle nostre risorse naturali perché i funzionari ed i loro amici si mettano qualche pesos in tasca?»