La resurrezione del camoscio appenninico

[30 settembre 2014]

Sono circa 2000, gli esemplari di camoscio appenninico presenti oggi nei parchi nazionali d’Abruzzo Lazio e Molise, del Gran Sasso Monti della Laga, della Majella, dei Monti Sibillini e in quello regionale del Sirente Velino, le 5 aree protette coinvolte, insieme a Legambiente, nel progetto che aveva obiettivo la realizzazione di azioni concrete di conservazione a lungo termine per la salvaguardia della Rupicapra pyrenaica ornata.

Quindi, a 4 anni dall’avvio, si conclude con un bel successo il progetto sul camoscio appenninico Life Coornata, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dello strumento Life plus.

Del  camoscio appenninico, una sottospecie endemica che si trova cioè esclusivamente nel nostro Paese,  all’inizio del 900 sopravvivevano poco più di 30 esemplari nell’area che poi sarebbe diventata il Parco Nazionale d’Abruzzo. Un numero troppo esiguo per garantire la sopravvivenza di questo animale, senza interventi di tutela e ripopolamento.

«Il Parco d’Abruzzo è stato l’unica roccaforte degli ultimi camosci appenninici fino alla fine degli anni 80 – dicono a Life Coronata . finché non è stata avviata la creazione di nuove colonie sulla Majella, sul Gran Sasso e sui Monti Sibillini. Il progetto Life Coornata mirava ad effettuare una gestione coordinata delle popolazioni presenti nei diversi Parchi centro appenninici».

Per fare il punto sulla conclusione del progetto, Ioana Cazan e Thomas Foersch, rispettivamente desk officer tecnico e finanziario della Commissione Europea e Iva Rossi del gruppo esterno di monitoraggio, il 1 e il 2 ottobre visiteranno  il Parco della Majella l’ente coordinatore del progetto.

Secondo Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente, «Life Coornata è un’esperienza che può essere considerata, anche, un caso esemplare di successo della ricerca made in Italy nei Parchi, dove sono state sperimentate  tecniche innovative di cattura e rilascio, alcune delle quali mai usate prima su questa specie come  la up-net. Un dispositivo per catture collettive degli esemplari, che ha il vantaggio, rispetto alla tele-anestesia di singoli individui,  di poter trasferire un certo numero di animali simultaneamente, una condizione assai favorevole per le reintroduzioni in nuove aree di animali che vivono in gruppo».

Sulla Majella è stato ormai abbondantemente superato il totale di 1000 esemplari di camosci, ad oggi la più grande popolazione di camosci appenninici al mondo. In salute anche la popolazione del Gran Sasso che si assesta abbondantemente oltre i 600 esemplari.

Franco Mari, project manager del Life Coornata, conclude: «Cattura, marcatura, analisi e rilascio degli animali sono alcune delle azioni concrete svolte nell’ambito del progetto Operazioni di prelievo di esemplari sono peraltro tuttora in corso nei Parchi Nazionali della Majella e del Gran Sasso Monti della Laga per consolidare la giovane colonia del Sirente Velino. La creazione di una quinta colonia sul Sirente Velino, ai fini della conservazione della specie, è stata infatti un punto caratterizzante del progetto. Qui, l’introduzione dei primi animali è avvenuta nell’estate 2013 ed è andata molto bene, per poi proseguire con apporti provenienti sia dal parco della Majella, sia dal parco del Gran Sasso e sia dalla giovane colonia dei Monti Sibillini».

Ecco le tappe di una storia di successo:

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La colonia madre, unico areale dove questo camoscio, unico al mondo, non si è mai estinto.

Parco Nazionale della Majella. Nuova colonia realizzata grazie alle reintroduzioni effettuate a partire dal 1991.

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nuova colonia realizzata grazie alle reintroduzioni effettuate a partire dal 1992; nasce, grazie al contributo di Legambiente, l’area faunistica di Farindola.

Progetto Life “Conservazione di Rupicapra pyrenaica ornata nell’Appennino centrale”. Aprile 2002, avvio del progetto.

Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nuova colonia realizzata grazie al primo rilascio avvenuto nel 2008.

Progetto Life Coornata. 1 settembre 2009: ha inizio il progetto Life che, tra gli obiettivi principali, si prefigge di contrastare le minacce dovute al imitato numero e dimensione delle popolazioni esistenti e alla scarsa variabilità genetica, completare la colonia sui Sibillini e avviare la neocolonia sul Sirente-Velino attraverso un ben preciso piano di catture e rilasci, indagare sulla natura dei fattori limitanti che portano al decremento e alla destrutturazione di alcune popolazioni attuali.

Parco Regionale Sirente-Velino. La più recente colonia, realizzata grazie ai primi animali introdotti nell’estate 2013 nell’ambito delle azioni previste dal progetto Life Coornata