Richiami vivi, le reazioni dopo la bocciatura in Parlamento. Sel: «Voto contro natura»

[12 giugno 2014]

Il Governo e il Parlamento italiano hanno perso l’ennesima occasione per impedire l’odiosa pratica di utilizzare i richiami vivi, una delle attività più violente ancora in atto contro gli uccelli selvatici: piccoli uccelli migratori vengono catturati e costretti ad una vita in gabbia, in condizioni indegne, per fungere da richiamo per la caccia.

Un’attività vietata dalla normativa comunitaria (la cattura degli uccelli selvatici con le reti è categoricamente proibita), ma che l’Italia ha continuato a svolgere per anni e su cui l’Europa ha aperto una pesante procedura d’infrazione, chiedendo lo stop all’utilizzo dei richiami vivi, considerato – scrive la Commissione – che la quasi totalità dei cacciatori, italiani ed europei, caccia senza il loro ausilio.

L’articolo 15, predisposto dal governo, non risolve assolutamente la situazione di contenzioso determinatasi, anche perché la Commissione europea dopo essere stata informata di questo articolo, lo ha analizzato e per tutta risposta ha trasformato la procedura Pilot in procedura di infrazione.

Il voto contro questo emendamento è stato un voto contro la natura, la civiltà e le regole europee e chi lo ha fatto se ne deve assumere la responsabilità e spiegare agli italiani che saremo condannati dall’UE perché qualcuno ha pensato di difendere l’indifendibile. Il retaggio di un passato che, come per ogni tradizione violenta, doveva essere cancellato. Non è questa l’Italia che vogliamo, l’Italia di cui abbiamo bisogno.

Serena Pellegrino, deputata di Sel , compontente della commissione Ambiente di Monteciorio e firmatario dell’emendamento bocciato per soli 40 voti