Riforestazione, essenziali pipistrelli e uccelli (e arbusti)

[1 ottobre 2014]

Una nuova ricerca, “Seed Rain in Abandoned Clearings in a Lowland Evergreen Rain Forest in Southern Thailand”, condotta in  Thailandia ed i cui risultati sono stati pubblicati su Tropical Conservation Science ha scoperto che uccelli e pipistrelli sono essenziali per il successo della riforestazione.

Il team di ricercatori thailandesi e statunitensi  ha messo in discussione le tecniche di restauro che trattano gli arbusti rimasti nelle aeree disboscate come concorrenti delle piantine utilizzate nei rimboschimenti. Infatti spesso la riforestazione avviene “ripulendo” i terreni dagli arbusti e dalle erbe “infestanti” prima di piantare gli alberi, ma secondo i ricercatori  arbusti ed erba  possono avere un ruolo determinante nell’attrarre i dispersori di semi.  Lo studio esamina proprio «il ruolo degli alberi superstiti e degli arbusti in un pascolo come strumento di  restauro ecologico passivo ed a basso costo».  Il team thai-statunitense ha determinato sia l’abbondanza delle “piogge” di semi  che la densità delle specie di vertebrati dispersori in rapporto ai diversi microhabitat (vegetazione arbustiva e prativa contro vegetazione arborea) in una radura di 20 ettari con una successione di vegetazione boschiva in una foresta sempreverde di pianura nel sud della Thailandia.  Per quantificare la “pioggia” di semi hanno collocato 60 “seed traps” in ogni microhabitat, esaminando così la differenza tra l’abbondanza di semi e ricchezza di specie, ma anche l’effetto della distanza dal limite della foresta e scrivono su Tropical Conservation Science: «Abbiamo scoperto che la pioggia di semi e l’abbondanza e ricchezza di specie di sementi erano significativamente differenti tra i microhabitat. La pioggia di semi era più alta sotto arbusti, seguita dagli  alberi sotto e poi dai prati, osservando che la ricchezza delle specie di semi era più alta sotto gli alberi, seguita da quella sotto gli arbusti e prati. La distanza dal margine della foresta interessa l’abbondanza della pioggia di semi solo sotto gli alberi».

Ne è venuto fuori che gli uccelli, in particolare bulbul e flowerpeckers, sono i principali dispersori di semi dagli alberi e dagli arbusti, mentre i pipistrelli sono stati i principali dispersori di semi nei prati. «I diversi gruppi  di dispersori di semi sembrano avere ruoli complementari – sottolinea lo studio –  in modo tale che i siti che contengono una miscela di tipi di vegetazione, tra i quali vegetazione di successione precoce possono attirare molti più dispersori di semi».

Dato che i semi diffusi da uccelli e pipistrelli della frutta provengono dalle foreste circostanti le aree disboscate sono necessari per ripopolarle con piante ed alberi autoctoni. Si sapeva che pipistrelli ed uccelli svolgono un ruolo essenziale nella dispersione dei semi ai tropici, creando la “pioggia di semi” in diversi habitat, dato che dopo aver ingerito la frutta in un’area poi depositano i semi in un’altra attraverso le loro feci.

Nelle zone di rigenerazione forestale si pensa che la pioggia di semi avvenga principalmente grazie ai pipistrelli quando sorvolano aree aperte erbose e dagli uccelli quando sono appollaiati sugli arbusti e gli alberi.  I bulbul, che sono gli uccelli più abbondanti osservati nello studio, sono efficienti dispersori di semi perché depositano il maggior numero di semi più lontano dalla pianta madre. «Almeno alcune specie di bulbil nella nostra area di studio trascorrono gran parte del tempo sia nella foresta intatta che all’aperto, in habitat non forestali, il che li rende potenzialmente ideali per disperdere i semi degli alberi della foresta negli habitat disboscati», scrivono i ricercatori. Si pensa che questo comportamento dei bulbul sia il risultato della loro preferenza per posatoi alti, mentre sono alla ricerca di cibo. Invece i flowerpeckers frequentano soprattutto i cespugli e secondo lo studio «Questo può essere dovuto alle piccole dimensioni dei  flowerpeckers (4 – 8 grammi), che permette loro di accedere ed utilizzare i rami fragili degli arbusti che non possono sostenere il peso di grandi uccelli, meno manovrieri, come i bulbul».

Oltre a bulbul e flowerpeckers nelle radure disboscate sono stati osservati pochi altri uccelli che frequentano le foreste, il che significa che queste due famiglie di uccelli svolgono  un ruolo cruciale nella dispersione dei semi e nella rigenerazione degli ecosistemi in questa particolare regione della Thailandia. Lo studio afferma che «Questo modello spaziale della seed rain corrisponde ad altri studi che indicano che glii arbusti isolati e  gli alberi svolgono un ruolo importante nel i movimenti degli uccelli attraverso ambienti aperti. Il mantenimento di alberi da frutto e di  arbusti nelle aree di ripristino forestale può fornire un “trampolino di lancio” agli uccelli all’interno degli ecosistemi forestali frammentati ed è potenzialmente in grado di attrarre un maggior numero di dispersori, in particolare bulbul».

Gli scienziati ipotizzano che il dominio dei pipistrelli nella dispersione dei semi negli ambienti erbosi sia il  risultato di diversi comportamenti di defecazione: i pipistrelli solitamente defecano durante il volo, mentre gli uccelli defecano da fermi.  Il team di ricercatori conclude: «Dato che i pipistrelli sono i dispersori principali nel patch del pascolo nella nostra area di studio e altrove, proteggere le popolazioni di pipistrelli della frutta può essere essenziale per garantire il futuro delle comunità vegetali nelle regioni forestali tropicali, in particolare quando i patch della prateria senza alberi hanno bisogno di rimboschimento». Questi risultati potrebbero contribuire a migliorare gli sforzi per la riforestazione nel sud est asiatico, dove i livelli di disboscamento  sono i più alti del mondo.