Riforma della Legge sui Parchi, Realacci: «Aree protette protagoniste dello sviluppo del Paese»

In Commissione ambiente della Camera quasi terminato l’esame della riforma

[10 marzo 2017]

Il presidente della  Commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci (PD), risponde indirettamente dalla sua pagina Facebook all’allarmato comunicato congiunto emesso ieri da Cts, Italia Nostra, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, Sigea e Wef e annuncia che la Commissione da lui presieduta «ha quasi terminato l’esame della legge di riforma dei Parchi, di cui è relatore il collega Borghi».

Secondo Realacci «Nel passaggio in Commissione sono stati rafforzati l’impianto originario della legge 394/91 e il ruolo delle Aree protette anche rispetto al testo varato al Senato. Tra i punti qualificanti c’è la reintroduzione del piano triennale, uno strumento di programmazione nazionale per tutto il sistema, con priorità nei finanziamenti per le aree protette regionali e marine. Per garantire maggiore trasparenza sono previsti la selezione pubblica per la nomina dei direttori dei Parchi Nazionali e requisiti più rigorosi per la scelta dei presidenti. Inoltre sarà il ministero dell’Ambiente ad emanare le linee guida per la nomina dei direttori delle Aree Marine Protette. Entrano nei consigli direttivi degli enti parco nazionali i rappresentati delle associazioni di agricoltori o pescatori per assicurare una maggiore sostenibilità delle loro attività, che così si affiancano a quelli delle associazioni ambientaliste, scientifiche e delI’Ispra. Nei consigli direttivi è inoltre prevista una rappresentanza di genere».

Il Presidente della Commissione ambiente sottolinea che «Con la riforma si individuano anche modalità per la tutela della biodiversità e per la gestione della fauna maggiormente rispondenti alle direttive comunitarie, prevedendo un importante ruolo di valutazione da parte dell’Ispra. Viene introdotto il divieto di trivellazioni nei parchi e nelle aree contigue; vietato anche l’allevamento di cinghiali al fine del ripopolamento. Una delle novità più rilevanti confermate dall’esame della Commissione riguarda, infine, i piani dei Parchi Nazionali che vengono sottoposti a Valutazione ambientale strategica, facendo entrare così nel procedimento il ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali rispetto al testo originale della legge 394/91 che prevedeva la sola approvazione della Regione».

Realacci conclude: «L’obiettivo della riforma è rendere i Pachi protagonisti dello sviluppo del Paese coniugando la tutela e la valorizzazione del territorio e delle biodiversità con l’economia sostenibile».