Anche l’associazione ambientalista contraria alla proposta della Coldiretti

Rinchiudere i lupi nelle aree protette? Legambiente: «Impossibile!»

[9 gennaio 2014]

«La proposta del presidente regionale della Coldiretti Toscana, Tulio Marcelli, di confinare il lupo all’interno dei parchi e delle aree protette – affermano Fausto Ferruzza e Angelo Gentili, rispettivamente presidente di Legambiente Toscana e membro della segreteria nazionale di Legambiente – è assurda e irrealizzabile. I lupi, infatti, hanno bisogno di grandi areali e tendono a disperdersi sul territorio percorrendo lunghissime distanze; è quindi impossibile e velleitario pensare di rinchiuderli all’interno delle riserve naturali o nei parchi, in quanto semplicemente essi non sono zoo. E in quanto parchi conservano statutariamente la biodiversità in modo armonico, senza barriere e recinti di sorta».

La situazione legata ai gravissimi danni che i predatori (lupi ma anche cani rinselvatichiti e ibridi) stanno arrecando, in questi ultimi mesi, agli allevatori in Toscana e in Maremma in primis – ne prendiamo atto, sta diventando drammatica. Occorre pertanto intervenire in duplice modo. In primo luogo, con azioni ad efficacia immediata per sostenere gli allevatori, che rappresentano un presidio strategico e fondamentale per il territorio, in un momento in cui purtroppo assistiamo sempre più frequentemente all’abbandono delle aree rurali nella nostra regione. In secondo luogo con una serie di azioni specifiche a lungo termine, ad esempio limitando il randagismo, fenomeno ancora molto diffuso che è strettamente connesso alla presenza del lupo, contrastando fortemente gli abbandoni dei cani e favorendo il percorso di ri-adozione da parte dei cittadini.

«Chiediamo alla Regione Toscana (unica regione in Italia che non prevede di fatto un vero e proprio rimborso, ma solo un’assicurazione che copre il 20% dei danni determinati dai predatori) il risarcimento totale – continuano Ferruzza e Gentili – dei danni diretti e indotti, a favore degli allevatori. Anche sui costi dello smaltimento delle carcasse, serve un intervento urgente della Regione Toscana, per far sì che queste ultime possano essere smaltite sul posto, evitando un ingente esborso di risorse, oltre che inutili lungaggini burocratiche. Altresì riteniamo sia necessario prevedere finanziamenti regionali specifici per attuare tutti gli altri metodi di prevenzione (recinzioni, dissuasori e cani addestrati) e la dotazione di servizi a supporto agli allevatori (veterinari e personale specializzato), accelerando le procedure di risarcimento del danno entro 60 gg o prevedere il risarcimento diretto con pecore selezionate sul modello del gregge del parco sperimentato nel Life Wolfnet».

Siamo, infine, assolutamente esterrefatti e indignati contro chi abbatte i lupi. Fenomeno questo che, purtroppo, sta già avvenendo in Maremma, dove nelle ultime settimane ben otto predatori sono stati malmenati e uccisi; a tal proposito, chiediamo alle autorità preposte un controllo e una repressione più severi del fenomeno del bracconaggio. È necessario, in buona sostanza, tutelare e proteggere il lupo, come previsto dalle normative nazionali e internazionali, e sostenere al tempo stesso gli allevatori, che vedono i loro capi sempre più minacciati dai fenomeni di predazione, favorendo il ristabilirsi di un equilibrio naturale, che rappresenta l’obiettivo prioritario che dovremmo tutti perseguire. Altrove si riesce a farlo con successo (vedi il caso virtuoso della Majella): dobbiamo riuscirci anche in Toscana dove si può sperimentare la  strada per trovare l’equilibrio di una convivenza tra lupo e attività zootecniche che è assolutamente possibile e necessario raggiungere.

di Festambiente