Riordino delle Province in Toscana, le aree protette fanalino di coda: futuro incerto

Legambiente, Lipu e Wwf scrivono a Rossi: «Parchi e biodiversità vadano alla Regione»

[17 febbraio 2015]

Legambiente, Lipu e Wwf sono molto preoccupati per quello che sta succedendo intorno al riordino delle Province e in un comunicato congiunto sottolineano che «La Regione Toscana sta chiudendo il percorso di riordino delle Province, che comprende in particolare la definizione di quali materie passeranno da questi Enti, dotati di sempre minori risorse e dal futuro del tutto incerto, ad altri Enti istituzionali. Una ampia serie di materie sarà trasferita direttamente alla Regione, scelta importante per permettere una gestione unitaria e con adeguate competenze di materie complesse come quelle inerenti territorio e ambiente. Fra queste materie trasferite alla Regione non figurano però nell’attuale proposta di legge le aree protette e la biodiversità, che rimarrebbero di competenza delle Province».

Secondo le tre Associazioni ambientaliste, «Si tratta di una scelta sbagliata e incomprensibile. Come si può pensare che Enti sempre più svuotati di risorse e di prospettive possano adeguatamente assolvere un compito complesso e di pubblico interesse come la gestione delle aree protette e la salvaguardia della biodiversità? Con questa scelta sembra che la Regione Toscana consideri biodiversità e aree protette come questioni di serie “B”, separate e secondarie rispetto alle altre politiche di gestione delle risorse ambientali (foreste, difesa del suolo, agricoltura, caccia e pesca, ecc.) delle quali si è invece assunta la competenza».

Per questo Legambiente, Lipu e Wwf  hanno critto una lettera al presidente della regione Toscana Enrico Rossi, invitandolo a «modificare l’attuale testo normativo sul riordino istituzionale, in modo da ricomprendere anche aree protette e biodiversità fra le materie di competenza regionale. E’ questa l’unica scelta che può permettere di assolvere in modo efficace ad un compito complesso come quello della tutela ambientale, compito che potrà essere adeguatamente svolto solo se guidato da una regia unica e forte e solo se verranno messe in connessione e collaborazione tutte le risorse umane e materiali che ad oggi sono state finalizzate a queste tematiche sia a livello di uffici regionali che di uffici provinciali e che in un futuro potrebbero creare una struttura unica e coordinata di lavoro».

Gli ambientalisti concludono: «Biodiversità e aree protette non possono e non devono essere abbandonate su un binario che rischia di essere un binario morto, bensì devono essere elemento centrale delle politiche territoriali e ambientali e come tali ad esse vanno dedicate adeguate risorse e una adeguata ed efficace struttura organizzativo-gestionale, che non può prescindere nell’attuale riordino da un passaggio diretto di queste materia alla competenza regionale»