Riparte la spettacolare migrazione degli Ibis eremita, da Orbetello al di là delle Alpi (VIDEO)

Zaborra: «Estinti in Europa da 4 secoli, sono stati riportati nei nostri cieli grazie al prelievo di esemplari nati nei parchi zoologici»

[29 marzo 2017]

Nei prossimi giorni si attendono almeno 25 esemplari di Ibis eremita solcare i cieli italiani da Orbetello verso il fresco dei siti di riproduzione a Salisburgo e in Baviera, dove gli esemplari trascorreranno l’estate fino al momento di tornare a svernare in Toscana: a documentarlo è il Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto cofinanziato all’Unione Europea “Reason for hope” per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita, promosso dai ricercatori austriaci del Waldrappteam.

«Estinti in Europa da 4 secoli, gli ibis sono stati riportati nei nostri cieli grazie al prelievo di esemplari nati nei parchi zoologici – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco – L’uomo è intervenuto per mostrare loro la rotta di migrazione e fare in modo che questa specie tornasse a migrare, per svernare nel Mediterraneo e riprodursi in nord Europa».

Ogni anno in estate, un “genitore adottivo” sale a bordo di un ultraleggero e guida in uno spettacolare viaggio un gruppo di ibis in Toscana, per lo svernamento; in primavera poi, gli esemplari sono in grado di tornare autonomamente per riprodursi e trascorrere la bella stagione al fresco del nord.

Ma c’è chi fa parlare di sé più degli altri: si chiama Idefix, anello 029, e anche quest’anno è volato in direzione opposta, dritto a sud, verso quel Parco Nazionale del Gargano in cui lo scorso anno trascorse la primavera, l’estate e l’alba dell’autunno. Poi le batterie esaurite del suo gps costrinsero i ricercatori ad andarlo a prendere in auto. Arrivato a Manfredonia, sembra intenzionato a fermarsi ancora.

«Non sappiamo bene perché Idefix abbia scelto per la seconda volta consecutiva di percorrere la stessa rotta e fermarsi nello stesso posto – conclude Zaborra – È possibile che sia stato disorientato dallo sbalzo temperature ma è possibile anche che abbia ripetuto la rotta quest’anno poiché l’aveva già percorsa la scorsa primavera. Di certo c’è che sul Gargano abbia trovato buon cibo: diversamente, è difficile che si sarebbe fermato».

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