Rischio idrogeologico. Attivato un gruppo di lavoro presso il Ministero dell’Ambiente

[9 settembre 2013]

Prospettive incoraggianti in tema di mitigazione del rischio idrogeologico sono emerse dall’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra associazioni ambientaliste e di categoria, ordini professionali, sindaci, tecnici ed esperti del settore, con il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

L’eterogeneo gruppo di lavoro ha l’obiettivo comune di condividere l’urgenza e l’importanza della prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico nel nostro Paese, stabilendo strumenti e priorità d’intervento, senza dimenticare l’importanza delle attività di informazione e formazione dei cittadini.

«È urgente superare la risposta emergenziale che ha caratterizzato gli ultimi decenni mettendo in campo una politica integrata che coinvolga tutti i soggetti interessati per passare dalla logica della riparazione localizzata a quella della prevenzione e riqualificazione territoriale, con indubitabili positive conseguenze anche sul piano economico», hanno affermato i rappresentanti del gruppo di lavoro, che nell’occasione hanno presentato al ministro un documento con proposte dettagliate, in particolare indirizzate su tre aspetti ritenuti prioritari: la semplificazione normativa per il governo e la manutenzione del territorio, l’approccio tecnico-scientifico al problema, adeguato alle novità e ai cambiamenti in atto e il reperimento e la continuità delle risorse economiche.

Tra le proposte avanzate quella di creare presso il ministero un tavolo permanente di consultazione e collaborazione tra istituzioni, ordini professionali e associazioni per lavorare da subito su un migliore coordinamento della normativa esistente e l’identificazione chiara delle competenze e del sistema delle responsabilità, a partire dalle Autorità di distretto; far rientrare le misure e gli interventi da mettere in atto nella logica multidisciplinare e sistemica della pianificazione di bacino, coerentemente con quanto previsto dalla Direttiva Quadro Acque e dalla Direttiva Alluvioni; garantire risorse economiche adeguate e continue e ripensare agli interventi fin qui progettati per verificarne la pertinenza rispetto alle modificazioni che si sono verificate sul territorio.

Immediata e positiva la risposta del ministro che ha riconosciuto come le azioni contro il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo siano frenate anche dalle incertezze di “governance”, cioè dalla sovrapposizione o dalla mancanza di competenze delle istituzioni sui diversi interventi a difesa del territorio. «Per questo motivo intendo avanzare entro due mesi una proposta per rendere chiare e definite le regole per combattere il dissesto», ha assicurato Orlando che ha condiviso il documento presentato dalla coalizione di lavoro.

Si tratta di un primo importante passo per inserire in modo operativo la mitigazione del rischio, tra le priorità del programma di governo, dato che, come ha sottolineato il gruppo di lavoro, «questo non produrrà solo un beneficio in termini di sicurezza, ma anche un’ottima occasione di rilancio economico e occupazionale nei territori». Fanno parte del gruppo: Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, Inu, Ance, Anbi, Wwf, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia, Alta Scuola, Società dei territorialisti.