Almeno 12 esemplari in una località segreta del Cerrado, ma rischiano di scomparire con il loro habitat

Riscoperta la tortorina occhiblu che si credeva estinta da 75 anni (FOTOGALLERY)

[25 maggio 2016]

Tortora dagli occhi azzurri 1

Negli ultimi mesi un gruppo di ricercatori di SAVE Brasil e Butantan Bird Observatory, sostenuto da  Rainforest Trust, ha lavorato in segreto per preparare l’annuncio della riscoperta della tortorina occhiblu o Tortorella macchie azzurre (Columbina cyanopis) e per preparare intanto un piano di salvaguardia a lungo termine di una specie di uccelli che si credevano estinti da 75 anni.

Infatti, l’ultima segnalazione documentata di tortorina occhiblu risale al 1941 ed evidentemente questo magnifico uccello, con gli occhi blu cobalto, macchie blu scuro sulle ali rosso-castano e il piumaggio rosso-arancio, è passato inosservato per decenni. Ma ora la specie è ricomparsa in una località segreta dello Stato brasiliano di Minas Gerais.

Secondo Rainforest Trust, «La riscoperta della specie è una delle storie più sorprendenti dell’ornitologia Neotropicale. Tuttavia i rapidi tassi di perdita di habitat nella regione significano che, se non si interviene drasticamente, molte più specie potrebbe essere sull’orlo dell’estinzione. Finora, i ricercatori possono confermare solo avvistamenti di 12 individui, quindi garantire l’habitat degli uccelli sarà la chiave per la conservazione della specie».

L’ornitologo Rafael Bessa, dell’Instituto Butantan, è stato il primo ad individuare la Columbina cyanopis nel luglio 2015 e il suo istituto a formato un team di ricerca in collaborazione con SAVE Brasil, la sezione brasiliana di BirdLife International, per studiare le specie in segreto. Subito dopo e aver avvistato la Columbina cyanopis nel luglio 2015, Bessa aveva contattato Luciano Lima, dell’Instituto Butantan, ed insieme hanno messo in piedi il team al quale partecipano  anche l’ornitologo brasiliano Wagner Nogueira e Marco Rego e Glaucia Del Rio della Louisiana State University.

I ricercatori erano consapevoli che prima di annunciare la riscoperta di una specie così rara e ritenuta estinta da tre quarti di secolo bisognava preparare un accurato piano di conservazione e per questo stanno effettuando studi sulla biologia della specie, in particolare sul comportamento, l’allevamento e l’alimentazione. Con il supporto di Rainforest Trust hanno anche esplorato luoghi con caratteristiche geografiche e ambientali simili al sito dove è avvenuta la riscoperta originale, per cercare di trovare popolazioni di tortorina occhiblu  e, utilizzando immagini satellitari e la tecnica Ecological Niche Modelling, stanno lavorando per individuare ree potenzialmente idonee per la specie.

«Finora abbiamo visitato molte aree in tre Stati, ma la specie si trovava solo in due siti vicini, anche nello Stato di Minas Gerais, il che rafforza la necessità di un’azione urgente per garantire la sua sopravvivenza», ha avvertito Nogueira .

«Gli studi suggeriscono che la tortorina occhiblu abbia un habitat specifico che potrebbe essere in pericolo critico come lo stesso uccello – dicono a  Rainforest Trust –  Si trova nel  Cerrado del Brasile, questo ecosistema di savana boscosa è una delle regioni più minacciate e sovra-sfruttati del Brasile, secondo solo per la foresta pluviale atlantica per perdita di vegetazione e per la deforestazione. Oltre ad essere l’ultimo rifugio della tortorina occhiblu, anche centinaia di altre specie di uccelli, migliaia di piante endemiche e di grandi mammiferi come il giaguaro, il crisocione e i formichieri giganti  chiamano casa il Cerrado. Scoperte come questo sottolineano l’importanza di proteggere la Cerrado per la tortorina occhiblu e per molte altre specie, in modo che possano riprendersi e prosperare ancora una volta».

La notizia del ritrovamento ha suscitato scalpore quando Bessa ha annunciato al Birdwatching Festival del Brasile che la “Specie X” di cui tutti parlavano era la Columbina cyanopis  è gli appassionati di avifauna sono rimasti davvero colpiti quando l’ornitologo brasiliano ha fatto ascoltare per la prima volta la registrazione del canto di una tortora che si credeva estinta da 75 anni e che era conosciuta solo per una manciata di vecchi esemplari museali impagliati e  per recenti segnalazioni rivelatesi prive di fondamento. «Quando ha mandato  il video c’è stata una confusione tra la folla e applausi no-stop – ha detto Pedro Develey di SAVE Brasil – E’ stata pura emozione».

Bessa ha descritto così su Estadão la sua scoperta: dopo il primo avvistamento, «Sono tornato sul posto e ho potuto registrare questo vocalizzazione con il mio microfono. Ho riprodotto il suono e l’uccello atterrato su un cespuglio fiorito, è venuto verso di me. Ho fotografato l’animale, e quando ho guardato la foto con attenzione, ho visto che avevo registrato qualcosa di insolito. Le mie gambe hanno cominciato a tremare». La gioia per la riscoperta si è presto trasformata nella necessità di pensare a come salvare la dozzina di tortorine occhiblu che sembrano sopravvissute: «Ora siamo preoccupati per la conservazione della specie – ha spiegato  Bessa – Stiamo lavorando su più fronti per costruire questo piano. L’azione principale è quello di garantire che l’area ove è stato trovata diventi una zona protetta, dal che potrebbero trarre vantaggio non solo l’azzurro le tortorine occhiazzurri, ma molte altre specie minacciate che trovano lì».

Lima evidenzia che «Aumentare le conoscenze della biodiversità brasiliana è il primo passo per garantire la sua conservazione. E, così facendo, contribuiamo ad una migliore qualità della vita e della salute per tutte le specie, compresa la nostra».

I ricercatori sono convinti che il rosso-arancio delle piume delle tortorine occhiblu «può essere un colorato avvertimento contro i potenziali nuovi progetti infrastrutturali nella regione: anche un piccolo progetto potrebbe spazzare via l’intera specie. Ora che la abbiamo riportata alla vita pubblicamente ancora una volta, solo il tempo ci dirà come SAVE Brasil e il gruppo di ricerca potranno aiutare ulteriormente a tenere in vita questa specie».