L’appello di Legambiente alla Provincia di Pistoia

Riserva naturale nell’Alta Valle di Pescia, un’importante novità per andare avanti

Ricompare il raro ululone appenninico

[2 settembre 2013]

Dopo due anni Legambiente Valdinievole, con una lettera alla presidente della provincia di Pistoia, Federica Frantoni (Pd), torna alla carica con la proposta di istituzione di una Riserva Naturale nell’Alta Valle del Pescia, per la quale aveva già  dato un’indicazione di perimetrazione ed avanzato una prima ipotesi di Piano di gestione, che servirebbe a  proteggere e promuovere uno degli angoli più suggestivi del territorio montano pistoiese.

Gli ambientalisti sottolineano che «Purtroppo la proposta, inviata a Lei e divulgata attraverso la stampa e alcuni incontri pubblici (Pietrabuona e Montecatini), non ha avuto fino a questo momento alcun seguito. Non ci risulta peraltro che siano state intraprese iniziative diverse per tutelare la natura e le attività umane tradizionali di quei luoghi, che al contrario soffrono sempre più di abbandono e incuria». Ma il Cigno Verde della Valdinievole non ha abbandonato l’idea di istituire l’area protetta, anzi, «Ad accrescere la rilevanza naturalistica dell’area in oggetto (già Sito di Importanza Comunitaria) – scrivono gli ambientalisti –  è stata la recente conferma della presenza di una rara specie di rospo, l’Ululone appenninico (Bombina pachypus), inserito nell’allegato II della Direttiva Europea 92/43 (Direttiva Habitat),presenza che sta destando molto interesse nel mondo scientifico».

Questa specie, endemica dell’Appennino, era stata osservata per la prima volta nel 2004 e poi non era stata più rintracciata. Nella passata primavera  Legambiente ha promosso una specifica ricerca, che ha consentito di ritrovare un piccolo nucleo di Ululone ed evidenzia che «L’ululone è una perla che va ad aggiungersi ad una collana già molto ricca di elementi di pregio, ma tenuta nascosta, dimenticata e minacciata da vari fattori».

Gli ambientalisti ricordano alla Frantoni che «Entro il mese di marzo 2014 la Provincia, che a quanto sembra dovrebbe mantenere le proprie competenze in materia ambientale, potrà formulare alla regione Toscana la proposta di inserimento dell’area nel Programma Triennale per le Aree Protette, ma ancora prima potrebbe essere accolta l’osservazione al Piano Faunistico Venatorio provinciale che Legambiente e Wwf hanno presentato. In essa si propone di istituire nell’area delle Pracchie una zona di protezione ai sensi dell’art. 14 della L.R. 3/94. Questa misura porrebbe finalmente fine alla consueta strage di uccelli migratori che ogni anno si verifica nell’area di crinale che si estende fra croce a Veglia e il Monte Granaio, dove nel corso del tempo si è tra l’altro accumulato uno strato impressionante di bossoli di plastica. Ricordiamo che una corretta applicazione della legge sulla caccia avrebbe già imposto il divieto, in quanto l’area ha caratteristiche di valico montano e dovrebbe pertanto essere tutelata per i flussi di uccelli in migrazione che vi si concentrano.  In Provincia di Pistoia si è fino a questo momento rinunciato a realizzare e promuovere un sistema di aree protette capace di restituire linfa vitale ad attività legate ad una corretta valorizzazione turistica di aree ricche di attrattive naturalistiche storiche e paesaggistiche. Limitandoci alla sola Valdinievole è davvero notevole il patrimonio di natura e storia che abbiamo ereditato: dal Padule di Fucecchio ai colli di Monsummano, Poggio alla Guardia e Veneri; dalle cartiere e mulini antichi dei vari rami del Pescia e del torrente Nievole, ai pascoli alberati all’ombra dalla Penna di Lucchio delle Pracchie. Per non parlare della costellazione di borghi medievali che caratterizza i sistemi collinari della Svizzera Pesciatina e del Montalbano».

Legambiente Valdinievole conclude la lettera sottolineando  che «La realizzazione di aree protette, che in altri contesti si è anche tradotta in una crescita economica con caratteristiche di qualità e sostenibilità, rappresenti una opportunità da cogliere, e potrebbe davvero essere una importante risposta alla mancanza di lavoro dovuta alla crisi di vari settori storici dell’economia della Valdinievole . La tutela e valorizzazione del nostro territorio, del suo patrimonio artistico, architettonico, storico e naturalistico è, sicuramente, una delle poche opportunità che vi sono per farla finita di “piangersi addosso” e dare uno sviluppo forte ma sostenibile all’economia della Valdinievole».