Il ritorno dei quoll orientali in Australia, dopo mezzo secolo (VIDEO)

Reintrodotti in aree liberate da volpi e gatti dentro e fuori le aree protette

[19 marzo 2018]

I cuccioli che vedete nelle foto che pubblichiamo saranno i primi quoll orientali (Dasyurus viverrinus – o gatto orientale maculato) a vivere in libertà nell’Australia continentale dopo oltre 50 anni. Si tratta di una specie di marsupiali che era stata cancellata negli anni ’60 dall’Australia a causa della predazione di mammiferi introdotti dai coloni europei: soprattutto volpi ma anche gatti rinselvatichiti. Ora sono i quoll  sono stati reintrodotti nel loro ambiente originario, nella costa orientale dell’Australia, grazie a un progetto durato 15 anni per eradicare e tenere sotto controllo i predatori selvatici invasivi in un’area.

I giovani quoll orientali sono stati rilasciati in un’area di ambientamento nel Booderee National Park, a sud di Sydney, e Darren Grover, responsabile ecosistemi viventi del  Wwf Australia, spiega che «Questa è la prima volta in Australia che un carnivoro estinto sulla terraferma è stato reintrodotto in natura. La maggior parte dei carnivori scomparsi dalla terraferma se ne sono andati per sempre, non è possibile riportarli indietro, quindi questa è un’opportunità rara. Per migliaia di anni i quoll orientali hanno svolto un ruolo nell’ecosistema come mangiatori di insetti e sarà affascinante vedere cosa succederà quando torneranno ad esercitare quel ruolo a Booderee».

I quoll rilasciati saranno monitorati dallo staff di Parks Australia e dagli ecologisti della Australian National University (Anu) insieme al Threatened species recovery hub del National environmental science programme e Natasha Robinson, una ricercatrice dell’Anu, sottolinea che «I quoll, che tendono a vivere da soli, sono stati dotati di collari GPS in modo che i loro progressi possano essere monitorati da vicino.Nei prossimi tre mesi i quoll orientali saranno monitorati intensamente tramite il tracciamento GPS e quindi regolarmente monitorati nell’arco di tre anni. Le volpi, sia all’esterno che all’interno del parco, saranno anch’esse monitorate e gestite con l’obiettivo di garantire che le incursioni delle volpi nel Parco siano molto limitate. Questo ci aiuterà a comprendere quanto i quoll orientali possano essere resilienti in un territorio a bassissime densità di predatori selvatici».

Un gran numero di quoll orientali venne sterminato da una misteriosa epidemia nei primi anni del 1900, poi quel che restava della loro popolazione fu poi devastata dall’espansione delle volpi rosse europee nell’Australia sud-orientale e dai gatti rinselvatichiti. Nella regione di Sydney gli ultimi avvistamenti di questi simpatici marsupiali della risalgono agli negli anni ’60. L’ultimo rifugio di questa specie, lunga circa 37 centimetri (coda esclusa), che pesa fino a un Kg e si nutre soprattutto di insetti ma anche di piccoli mammiferi e uccelli e rettili, era rimasta la Tasmania ed è   proprio dal Trowunna Wildlife Park e dal Devils@Cradle in Tasmania (dove è in corso programma di conservazione dei quoll) che provengono i giovani Dasyurus viverrinus che saranno definitivamente liberati ad aprile nel Booderee National Park, nella regione della Baia di Jervis. Si tratta di cuccioli svezzati, ma entro il prossimo anno saranno già adulti in grado di procreare.

A dire il vero in Australia ci sono già dei quoll orientali, ma vivono in piccoli santuari recintati del Victoria e a Canberra, i quoll  reintrodotti a Jervis Bay saranno quindi i primi davvero rimessi in libertà sulla terraferma australiana. Grover non nasconde la sua eccitazione per quanto sta avvenendo: »Speriamo che si insedino rapidamente, restino in buona salute e inizino a riprodursi immediatamente. La perdita di specie autoctone come quoll orientali ha disturbato l’equilibrio della natura. L’obiettivo è di poter vedere alcune popolazioni di quoll orientali ristabilite permanentemente in natura sull’Australia continentale e tutto inizia dal Booderee National Park».

Secondo Rob Brewster di Rewilding Australia, questi primi quoll forniranno risposte a delle domande cruciali: «Scopriremo quale tipo di habitat preferiscono e se gli estesi programmi di controllo della volpe nel  Booderee sono stati sufficienti. Queste informazioni potrebbe diventare il modello per come reintrodurre i quoll in altre località della terraferma».

Intanto il Wwf Australia e i santuari del Trowunna Wildlife Park e di Devils@ radle hanno collaborato per estendere i recinti che proteggono i quoll orientali in Tasmania e stimano che «Ii recinti più grandi consentiranno la nascita di 40 quoll  in più ogni anno» un aumento delle nascite più che necessario, visto che, se la reintroduzione di 20 giovano quoll nel Booderee National Park  darà i risultati sperati, nel 2019 saranno liberati 40 quoll orientali seguiti nel 2020 dalla reintroduzione di altri 40 esemplari.

Questo tentativo di reintrodurre i quoll orientali è stato reso possibile solo dalle attività di abbattimento, eradicazione e controllo di volpi e gatti rinselvatichiti nel Booderee e fa seguito al successo della reintroduzione di altre due specie: il potoroo dal naso lungo  (Potorous tridactylus) e il bandicoot bruno meridionale o quenda (Isoodon obesulus), reintrodotte nel parco negli ultimi due anni e che sono in salute e si stanno riproducendo.

Queste reintroduzioni di piccoli marsupiali in Australia sono il frutto di ampie collaborazioni che coinvolgono Parks Australia, Anu, Taronga Zoo, Forestry Corporation of NSW, Rewilding Australia, Wwf Australia e il National environmental science programme cdel governo australiano, mentre Shoalhaven Landcare fornisce il supporto fuori daalle aree protette  all’Eastern Shield, un programma di recupero della fauna selvatica che si concentra sul miglioramento dell’habitat per le specie reintrodotte al di fuori dei Parchi Nazionali.

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