Ecco Rocky, l’orango “parlante”. Indizi sulle origini del linguaggio umano? (VIDEO)

Il linguaggio umano avrebbe avuto origine dai nostri antenati ancestrali comuni

[1 agosto 2016]

orango

Secondo lo studio “Vocal fold control beyond the species-specific repertoire in an orang-utan”, pubblicato su Scientific Reports, un orango chiamato Rocky potrebbe fornire la chiave per capire come si è evoluto il linguaggio degli esseri umani a partire dalle grandi scimmie ancestrali. Allo studio hanno partecipato la Durham University, lo Zoo di Indianapolis,il  Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, la Liverpool John Moores University e l’universuità di Amsterdam

Il team internazionale guidato dall’antropologo Adriano Lameira della Durham University ha cercato di capire se un orango è grado di apprendere nuovi suoni e controllare la sua voce. Prima si pensava che i i nostri parenti più stretti, le grandi scimmie, non potessero imparare a produrre nuovi suoni. Dato che la capacità umana di parlare è un comportamento appreso, si pensava che non potesse aver avuto origine dalle grandi scimmie. Si era anche convinti che il controllo della voce attraverso le corde vocali non fosse possibile per le grandi scimmie. Ma il team di Lameira ha scoperto che Rocky, un orango che vive nello zoo statunitense di Indianapolis, è in grado di imitare la cadenza e il tono di suoni prodotti dai ricercatori per effettuare richiami vocali

I ricercatori hanno confronto questi suoni con quelli contenuti nella più grande banca dati dei richiami degli oranghi, raccolti in oltre 12.000 ore di osservazioni e da oltre 120 oranghi di 15 popolazioni selvatiche e in cattività, e  hanno concluso che i suoni prodotti da Rocky erano diversi  da quelle sul database, «dimostrando che era in grado di imparare nuovi suoni e di controllare l’azione della sua voce in un contesto di “conversazione”».

Alla Durham sono convinti che «I risultati, che suggeriscono che oranghi potrebbe avere la capacità di controllare le loro voci, gettano nuova luce sulle discussioni sul fatto o meno la lingua parlata derivi dai primi antenati umani». Lameira aggiunge che «Non è chiaro come il linguaggio si sia evoluto dai sistemi di comunicazione delle grandi scimmie ancestrali. Si presumeva che, invece di imparare nuovi suoni, i suoni emessi dalle grandi scimmie siano guidati dall’eccitazione sulla quale non hanno alcun controllo, ma la nostra ricerca dimostra che gli oranghi hanno la capacità potenziale di controllare l’azione delle loro voci. Ciò indica che il controllo vocale dimostrato dagli esseri umani potrebbe derivare da un antenato evolutivo con capacità di controllo vocale simili a quelle che si trovano negli oranghi e, più in generale, in tutte le grandi scimmie». Questo lavoro si basa su un precedente studio di Lameira, quando lavorava all’università di Amsterdam, durante il quale venne scoperto che una femmina di orango dello Zoo di Colonia era in grado di  emettere suoni paragonabili a consonanti e richiami vocali umani, con lo stesso ritmo e cadenza del linguaggio umano.

Lameira conclude: «I nostri ultimi risultati ci aprono la possibilità di conoscere meglio le capacità vocali dei primi ominidi che vivevano prima della scissione tra i lignaggi degli oranghi e degli esseri umani,  per vedere come il sistema vocale si è evoluto verso il discorso completo  negli esseri umani».

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  • Voice control in orangutan gives clues to early human speech