Rossi disponibile a riaprire il carcere a Pianosa. Legambiente: «No grazie, costosissimo e pericoloso»

[10 giugno 2013]

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, durante il consueto briefing con i giornalisti, rispondendo ad alcune domande in merito all’ipotesi di tornare ad utilizzare il carcere di Pianosa dismesso dal 1977, ha detto che «Sulla riapertura del carcere nell’isola di Pianosa la Regione ha una posizione collaborativa purché l’isola rimanga turisticamente accessibile e si intervenga per ridurre la pressione carceraria sulle altre strutture presenti in Toscana. Nella nostra regione ci sono oggi circa 4.200 detenuti contro una capienza massima delle strutture carcerarie di 3.200. Il 30 per cento di sovraffollamento è francamente eccessivo. Mi piacerebbe molto poter costruire con il governo un rapporto tale in grado di risolvere in modo strutturale il problema del sovraffollamento delle nostre carceri. E se su questo il Governo fa sul serio, anche noi siamo disposti a fare sul serio e non intendo mettere vincoli regionalistici rispetto all’esigenza reale di sfoltire gli altri istituti perché si tratta di una questione nazionale”.

Rossi ha ricordato anche che «Tra le altre misure da prendere rispetto al “pianeta carcere” c’è l’esigenza di andare verso la custodia attenuata per una parte dei detenuti e sfruttare le risorse e i servizi presenti sul territorio in funzione del recupero dei giovani carcerati e in particolare dei tossicodipendenti».

Umberto Mazzantini, responsabile Isole minori di Legambiente ricorda al Presidente Rossi che «Riaprire e gestire un carcere a Pianosa sarebbe molto più costoso che ristrutturare una struttura continentale o utilizzare le carceri nuove e mai utilizzate nel nostro Paese. Inoltre ci sarebbero grossissimi problemi ambientali da affrontare a cominciare da come gestire reflui, attività antropiche  e rifiuti in un’Isola che è protetta a terra e mare dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e dalle Direttive Habitat e Uccelli dell’Unione Europea. In tempi di tagli e risparmi ci sembra scandaloso buttare letteralmente soldi in mare per riaprire un carcere costosissimo che il parlamento ha chiuso quasi 20 anni fa per motivi economici e perché riconosceva che l’isolamento insulare non era certo una precondizione utile necessaria per il 41 Bis. Riportare i mafiosi nelle nostre isole, come ha più volte detto la stessa Regione Toscana, non è certo una bella idea. Diversa, come abbiamo sempre detto, è utilizzare Pianosa per detenuti a bassa pericolosità sociale per attività di formazione lavorativa in campo agricolo in ambienti semi-aridi mediterranei, ma non si può certo pensare ad una cifra alta senza distruggere i delicati equilibri ambientali che l’istituzione del parco sta faticosamente ristabilendo.

A Rossi chiediamo che finalmente Regione, Parco, Provincia e Comune mettano in atto quel protocollo d’intesa per Pianosa firmato nel lontanissimo 2002 e che prevedeva. Turismo contingentato, turismo naturalistico, attività scientifica di alto livello ed agricoltura biologica e formazione professionale. In questo ci sta anche una presenza discreta e sostenibile di detenuti che si occupino anche dei servizi e delle attività agricole, non certo una devastante, costosissima ed insostenibile riapertura di un carcere chiuso da 18 anni ed in fortissimo degrado».