Udc: «Rossi si ravvede: meglio tardi che mai!»

Rossi sul Piano Paesaggistico: «Voglio regolare le cave. In totale oltre 5.000 addetti»

Fratelli d’Italia: «Pronti a votare il maxiemendameto Pd. Marson si dimetta se sconfessata»

[23 febbraio 2015]

Il presidente della Regione Toscana Enrico rossi ha scelto la sua pagina Facebook per ribattere colpo su colpo alla caterva di critiche al maxiemendamento del PD che sta portando ad una crisi nella sua giunta. Lo fa riproponendo la sua «Idea di equilibrio tra lavoro e ambiente» per illustrare la quale aveva riesumato perfino il giovane Kal Marx.

Rossi oggi scrive: «Io voglio regolare le cave.  Evitare che abbiano effetti distruttivi sul paesaggio e sull’ambiente. Aumentare il lavoro e l’occupazione. Coloro che a cuor leggero si propongono la chiusura devono sapere che secondo i dati INPS 2012, nelle aziende di natura industriale o artigiana del settore lapideo, nella sola provincia di Massa Carrara, lavorano 2147 dipendenti. Oltre a questi sono sempre dipendenti dal lapideo una fetta consistente delle attività del porto di Marina di Carrara, di aziende metalmeccaniche, di commercio di prodotti abrasivi, articoli diamantati, funi, cavi e una quota non trascurabile derivante dal turismo d’affari. In totale oltre 5.000 addetti. Ecco perché bisogna conciliare il lavoro e l’occupazione con il paesaggio».

La vicenda è un ghiotto boccone per la destra che chiede la testa della Marson. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi insieme al capogruppo Giovanni Donzelli e alla consigliera Marina Staccioli in un comunicato sottolineano che «In un momento economicamente difficilissimo come quello che sta vivendo la Toscana, pur di difendere il lavoro siamo disposti a tutto, e quindi anche a votare in commissione gli emendamenti al Pit del Pd che rivedono pesantemente il testo rispetto a quello adottato dalla maggioranza. Purché la soluzione non sia un “pasticciaccio” che scontenta tutti. Altrimenti abbiamo già pronte centinaia di emendamenti da presentare in aula per bloccare un atto inutile, l’ennesima occasione persa per la Toscana. Aspetteremo giovedì la presentazione ufficiale del maxiemendamento Pd in commissione poi eventualmente presenteremo i nostri in aula. In Commissione abbiamo fatto molto ed in modo decisivo per modificare e correggere il testo arrivato dalla giunta. Il Pit era un atto ideologico, vetero-ambientalista, sanzionatorio una vera e propria iattura per le attività produttive, lavoro e servizi connessi, frutto di scelte sbagliate e ambigue: mai un atto regionale aveva avuto una  sollevazione così trasversale, con oltre 650 osservazioni, un vero e proprio record. Noi lo avevamo detto quando bocciammo l’adozione del Pit: se l’ambiente Toscano è così bello (Apuane comprese) lo si deve alla mano dell’uomo, al suo lavoro di decenni, alla sua totale dedizione alla tutela e salvaguardia del territorio come ricchezza paesaggistica: se il Pd dimostrerà nero su bianco di aver cambiato verso, non esisteremo a votare a favore degli emendamenti, come abbiamo già fatto per la variante dell’aeroporto di Firenze, ma le trasformazioni necessarie sono tali che l’assessore Marson dovrebbe trarne subito le conseguenze».

Ha pco a che vedere anche con il giovane Marx anche il commento di Giuseppe Del Carlo (UDC) che rcorda al presidente della Regione che «Già in sede di adozione del piano paesaggistico, lo scorso mese di luglio,  l’UDC aveva  manifestato il suo voto contrario. Oggi, il fatto che il PD proponga alcuni emendamenti su punti fondamentali che riguardano l’escavazione del marmo nel Parco delle Alpi Apuane e che lo stesso Presidente Enrico Rossi sembra propendere per una soluzione di compromesso,  dimostra che avevamo visto giusto e l’accogliamo con soddisfazione. Il risultato non è merito né del PD né di Rossi, ma delle battaglie che sono state portate avanti innanzitutto dalle rappresentanze sindacali, imprenditoriali e istituzionali- contro le impostazioni della Marson e della Giunta regionale. Meglio tardi che mai! Comunque, sia chiaro che noi vogliamo difendere l’ambiente ed il paesaggio del Parco delle Apuane e che anche le attività estrattive devono essere adeguatamente regolamentate tenendo però presente che il marmo e le attività connesse fanno parte integrante del paesaggio del Parco. Pertanto, non si può ignorare che l’escavazione e la lavorazione del marmo  da sempre costituisce il perno fondamentale dell’economia dell’intero comprensorio».