Dopo il genocidio del Rwuanda, sterminata la popolazione che viveva del Parco nazionale di Akagera

Il Rwanda vuole importare leoni, ma le Ong ambientaliste kenyane si oppongono

[20 ottobre 2014]

Il 13 ottobre l’ufficio per lo sviluppo del Rwanda, (Rwanda Development Board – Rdb) ha annunciato un progetto per ricostruire entro marzo 2015 la riserva del leoni nel Parco nazionale di Akagera, nell’est del piccolo Paese africano.

Anche se le statistiche ufficiali dicono che nell’Akagera vivrebbero fino a 230 leoni, tutti sanno che ne restano molto meno. Dopo il genocidio del Rwanda nel 1994, dei rifugiati rientrati nel Paese hanno occupato il parco uccidendo quasi tutti i leoni e scacciando gli altri. Il progetto di reintroduzione dei leoni dovrebbe rivitalizzare il turismo all’interno e nei dintorni del Parco nazionale.

La direttrice per il turismo e la conservazione dell’Rdb, Yamina Karitanyi, durante un’audizione alla Commissione parlamentare sui conti pubblici, dove era stata convocata per rispondere sulle anomalie finanziarie, rese note dal Commissario generale al bilancio nel suo rapporto-audit annuale  2012-2013, ha detto che «Sono in corso dei progetti in vista di importare dei leoni il cui DNA potrebbe adattarsi facilmente all’ambiente ruandese».

Mentre i leoni (in forte calo allo stato selvatico) in diversi  Stati africani costituiscono un problema per l’aumento dei conflitti con le comunità locali  deputati del Rwanda sono preoccupati per  i ritardi nell’importazione dei leoni che erano attesi per il 2013. La Karitanyi ha cercato di tranquillizzarli: «Abbiamo fatto dei progressi per importare dei leoni dal Kenya ma le organizzazioni non governative di protezione della natura in quel Paese hanno fatto dei ricorsi che hanno danneggiato tutto il dispositivo».

Secondo la direttrice dell’Rdb  «I ricorsi in  Kenya riguardano la recrudescenza del bracconaggio, in conseguenza della quale queste Ong non vogliono vedere altri animali andar via». Poi la Karitanyi è sembrata voler rinunciare alla pista kenyana sulla quale diceva di aver progredito ed ha detto che, dopo i ricorsi degli ambientalisti,: «Abbiamo deciso di approvvigionarci in altri Paesi e dovremmo ottenere le forniture nel Parco al più tardi nel marzo 2015». Ma non ha specificato da quali Paesi dovrebbero venire gli animali per ricostituire una popolazione di leoni in Rwanda.

Anche perché il responsabile della divisione preservazione dell’Rbd, Telesphore Ngoga, ha attribuito i ritardi nella ricostituzione di un branco all’assenza di un reticolato che dovrebbe essere realizzato per ridurre i conflitti  uomo-animali selvatici. Alla fine Ngoga  ha rivelato che l’Rbd sta ancora negoziando con il confinante Uganda e con il lontano Botswana sulle possibilità di importare dei leoni da questi Paesi.

Il direttore generale dell’Rdb, Francis Gatare, alla fine ha ammesso quale siano le vere difficoltà: «Spostare gli animali da un Paese ad un altro si sta dimostrando più complesso di quel che si potrebbe credere».