Salvaguardia delle specie: lo strano caso degli orsi polari e del global warming

[30 dicembre 2013]

Il 31 dicembre l’Endangered Species Act Usa compie 40 anni ed ha contribuito a salvare specie simbolo come il lupo, l’orso grizzly e l’aquila calva, dopo che caccia, trappole e pesticidi le avevano quasi portate all’estinzione: ma oggi un tipo molto diverso di minaccia, il global warming, sta mettendo in pericolo la sopravvivenza di alcune specie, come quella degli orsi polari.

Qualche anno fa negli Usa si è molto discusso sul fatto che gli orsi polari dovessero o meno essere inseriti nella lista delle specie in via di estinzione ed una missione condotta dal biologo Steve Amstrup doveva valutare le prospettive per il grande orso bianco. Amstrup ha guidato questo team governativo di ricerca orso polare per molti anni, ma la terribile conclusione delle accurate ricerche ha sorpreso anche lui: «Se non cambiamo strada – spiega lo scienziato alla Npr, la  radio pubblica Usa – entro la metà di questo secolo, probabilmente avremo perso due terzi degli orsi polari del mondo, compresi quelli che ho studiato per 30 anni in Alaska».

Gli scienziati hanno dimostrato che il ghiaccio marino, vitale per gli orsi polari che lo utilizzano come piattaforma per cacciare le foche, si sta riducendo con l’aumento delle temperature globali. La minaccia era così chiara che il governo statunitense 5 anni fa ha inserito gli orsi bianchi nella lista delle specie in via di estinzione. Ma Amstrup sottolinea: «Era anche chiaro che questo non era un tipico problema di conservazione. Il governo non poteva limitare la caccia, vietare un pesticida o creare una riserva. Facendo quello che fa normalmente non avrebbe salvato l’orso polare. L’unica possibilità per gli orsi era che la gente riducesse seriamente le emissioni di gas serra. Così ho deciso che c’era bisogno di far conoscere questa cosa anche all’esterno».

Proprio per questo il ricercatore ha lasciato il lavoro che amava all’US Geological Survey e da tre anni è chief scientist dell’associazione ambientalista Polar Bears International. Amstrup fa ancora la ricerca sul campo, ma il suo obiettivo principale è quello di spiegare alla gente quanto sia precaria la posizione degli orsi polari: «Vivono in un habitat che letteralmente si scioglie mentre le temperature aumentano e per questo, sono davvero un buon simbolo dei cambiamenti che stiamo facendo nella nostra atmosfera e nel nostro mondo».

Amstrup passa molto del suo tempo nel nord del Canada, dove gli orsi polari aspettano a terra che si riformi il ghiaccio marino: «Hanno fame e sono ansiosi di tornare sul ghiaccio per riprendere la caccia alle foche».

Il team di scienziati e ambientalisti di Amstrup utilizza veicoli speciali chiamati tundra buggies , «Cosi simili a bus scolastici giganti con pneumatici giganti – spiega Amstrup – per portare i turisti fuori nella tundra e vedere gli orsi da vicino». Inoltre, gli scienziati, producono webcast dal vivo nella tundra per i bambini della scuola e chiunque altro è curioso di sapere come vivono gli orsi polari.

«Per tutto questo tempo, gli orsi polari sono come vagabondi che si aggirano nei dintorni –  dice il ricercatore – Quest’anno, il ghiaccio è rimasto congelato più a lungo, così gli orsi sembrano essere in buona forma. Ma negli ultimi due o tre anni, la mia impressione è stata, ‘Man, qui fuori ci sono un sacco di orsi magri”».

In media, il ghiaccio marino della Baia di Hudson resta circa un mese in meno all’anno rispetto a 30 anni fa. Amstrup ricorda che gli orsi non mangiano molto a terra, così perdono circa 2 chili di grasso corporeo ogni giorno che restano lontani dalle piattaforme di ghiaccio marino, «Sono 60 libbre più leggeri di quanto 30 anni fa avrebbero potuto essere in questo periodo dell’anno».

Lo scienziato statunitense è deluso per la scarsa reazione della politica di fronte a tutto ciò che la scienza ha dimostrato riguardo all’influenza del global warming: «Abbiamo portato tutte queste prove convincenti – conclude – E’molto, molto chiaro che abbiamo un problema. Eppure vediamo molto poca azione sia a livello nazionale che internazionale. Il ghiaccio si sta sciogliendo più velocemente rispetto a quanto i modelli scientifici dicono che dovrebbe fare, non è chiaro quanto tempo abbiano gli orsi polari».