Salvare il Padule di Fucecchio, gli appelli di Wwf e Italia Nostra

Fondamentale che vada avanti la gestione del Centro di documentazione, ricerca e promozione

[11 gennaio 2016]

Padule di Fucecchio 1

Il Comitato Oasi Wwf dell’Area Fiorentina e il Comitato Wwf Pistoia e Prato lanciano nuovamente  l’allarme sul Padule di Fucecchio: «E’ un’area di inestimabile valore naturalistico e ambientale, ad oggi tutelata solo in una sua porzione minoritaria. E purtroppo anche la tutela di questa porzione è a rischio, perché la struttura che ne ha curato ad oggi la gestione, il Centro di documentazione, ricerca e promozione del Padule, versa in severe difficoltà a seguito del venir meno del sostegno di parte delle Istituzioni».

Per questo le due organizzazioni del Panda chiedono alle Istituzioni «un concreto e urgente impegno per salvaguardare una importante esperienza di gestione di un’area protetta di particolare valore e complessità come il Padule, e per far sì che non si diminuisca ma anzi si aumenti in futuro la salvaguardia del Padule. In questo senso è fondamentale che si arrivi al tanto auspicato e necessario ampliamento dell’area protetta, più volte indicato come obiettivo da perseguire dalla stessa Regione ma mai realizzato. E in questo senso è fondamentale che possa andare avanti quella esperienza di gestione, tutela e promozione del Padule, che è stata in questi anni assicurata dal Centro di Documentazione, e che il WwfF ritiene sia elemento fondante per assicurare la salvaguardia dell’area».

Gli ambientalisti spiegano che «In questi giorni è stata passata sulla stampa la notizia della uscita dal novero dei soci del Centro della Sezione Wwf Empoli. A questo proposito si segnala come tale evento sia legato ad una riorganizzazione delle strutture territoriali del Wwf e non ad una volontà dell’Associazione di uscire dalla realtà del Centro, dove infatti continua ad essere rappresentato dal Comitato Wwf Pistoia e Prato».

Al di là delle questioni fomali, Il Wwf «chiede a tutte le Istituzioni, dal livello locale al livello regionale, un concreto e urgente impegno per assicurare al Padule una adeguata tutela e nello stesso tempo una corretta ed efficace gestione, che è elemento di primaria importanza e “conditio sine qua non” per la tutela stessa, un impegno che deve essere unitario e compartecipato da parte di tutti gli Enti territorialmente interessati e competenti, ai vari livelli, sul Padule».

Anche Italia Nostra chiede alla Regione Toscana «un intervento urgente che scongiuri il rischio di chiusura del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, in provincia di Pistoia, che con la sua attività ha svolto una costante opera di sensibilizzazione e valorizzazione delle ricchezze naturalistiche, della flora, della fauna, e della sua storia a livello nazionale e internazionale».

Mariarita Signorini, presidente di Italia Nostra Toscana, e il Consiglio della sezione Italia Nostra Medio Valdarno Inferiore, sottolineano che «Il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi per il Padule di Fucecchio: una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto ne stanno profilando un oscuro, triste destino. Ricordiamo che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi. Il tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Italia Nostra, altre associazioni ambientaliste oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare. Ma recentemente è venuto a mancare l’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole, complicando non poco la situazione economico-finanziaria del Centro: come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca».

Italia Nostra ricorda che «Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1.800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana e che il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza, con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. Da evidenziare quindi come l’esperienza di gestione del Centro per la sua originalità: partecipazione, forte connotazione pubblica ed efficacia (attività di conservazione, educazione ambientale, promozione della cultura locale e molto altro) debba costituire un modello di riferimento per la Regione Toscana che si appresta ad assumere la gestione delle Riserve Naturali. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell’area protetta (PAER 2013-2015). Il nostro appello va a tutte le autorità: Comuni, Province e, soprattutto alla Regione Toscana: un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai».