Salvare le praterie sottomarine per sottrarre la pesca alla morte [FOTOGALLERY]

Ogni ora perdiamo un’area vegetale dalle dimensioni di due campi di calcio

[14 agosto 2014]

Due studi pubblicati su Marine Pollution Bulletin e Marine Bidiversityda scienziati dellaSwansea University dimostrano ancora una volta quanto le praterie sottomarine siano di vitale importanza per il benessere del novellame, e di conseguenza per l’industria della pesca.

Nello  studio  “Protecting the hand that feeds us: Seagrass (Zostera marina) serves as commercial juvenile fish habitat”, pubblicato sul  Marine Pollution Bulletin, Chiara M. Bertelli e Richard K.F. Unsworth, delSeagrass Ecosystem Research Group, spiegano: «Anche se la pesca è di grande importanza per la sicurezza economica e alimentare sappiamo ancora poco sugli specifici habitat giovanili che supportano tale produzione. Questo è un grosso problema dato il degrado e la mancanza di protezione dei potenziali habitat giovanili quali le praterie sottomarine».

Per 12 mesi il team di ricerca ha indagato sul ruolo delle fanerogame nello sviluppo  del  novellame delle specie di valore commerciale. I due ricercatori hanno paragonato la vita nelle praterie marine britanniche di Zostera marina rispetto ai fondali sabbiosi che le circondano ed hanno determinato la presenza di abbondante novellame, registrando 9 specie commerciali, tra le quali le più abbondanti erano platessa, merluzzo ed aringa, fornendo così «La prima prova quantitativa della presenza di novellame di valore commerciale nelle praterie circostanti la Gran Bretagna».

Gli studi fanno parte del Progetto Seagrass sulle praterie sottomarine nell’Atlantivco finanziato dal governo del Galles e dall’Ue e che coinvolge scienziati ed Ong. Il problema è che, globalmente, le praterie di fanerogame stanno scomparendo alla stessa velocità delle foreste pluviali amazzoniche e che poco è stato fatto per preservare questi habitat perché la loro importanza non è chiara a tutti. Unsworth, che è a capo del  Progetto Seagrass, spiega: «Se sei un piccolo pesce, come un merluzzo giovanile, allora hai bisogno di cibo e riparo. Le praterie sottomarine forniscono entrambi. In un sito in Galles abbiamo trovato 42 specie che vivono nelle  praterie sottomarine ed 11 di queste erano commercialmente importanti».

Il team ha misurato le dimensioni e il peso del pesce utilizzando sistemi di telecamere subacquee controllate da terra «I giovani pesci, se per loro c’è un sacco di cibo disponibile da mangiare e predazione ridotta, come nelle praterie sottomarina, non passano tutto il loro tempo a caccia di cibo, quindi hanno più probabilità di sopravvivere e mettere su peso velocemente – spiega ancora Unsworth – Quindi, quando si inizia a perdere questi habitat si vedrà giovani più piccoli e stock ittici più piccoli».

In Gran Bretagna le fanerogame marine sono a rischio dalla scarsa qualità dell’acqua e per i danni causati dalle ancore delle barche e si sta discutendo se le ultime praterie in salute, come a Studland nel Dorset, debbano diventare aree marine protette. Unsworth ne è più che convinto, proprio per tutelare la pesca: «Se le fanerogame non ci fossero, allora sì, i pesci dovrebbero trovare qualche altra parte da utilizzare come vivaio, ma le loro possibilità di sopravvivenza sarebbero notevolmente ridotte perché non crescerebbero più velocemente, limitando le loro possibilità di sopravvivenza e di raggiungere l’età adulta. Senza novellame gli stock di pesci come il merluzzo, merluzzo giallo e il merlano crollerebbero, danneggiando l’industria della pesca del Regno Unito. Ogni ora perdiamo un’area di praterie sottomarine delle dimensioni di due campi di calcio. Il tasso di perdita è uguale a quella che si verifica nelle foreste pluviali tropicali e nelle barriere coralline ma riceve ancora una frazione dell’attenzione. Il progetto Seagrass vuole cercare di cambiare la situazione».