Salviamo le api, a partire da casa nostra: la straordinaria storia dell’ape nera di Sicilia

[15 luglio 2013]

L’ape nera della Sicilia occidentale mostra una speciale resistenza ai prodotti chimici impiegati nelle campagne e sopravvive ai cambiamenti climatici. Il clima, l’utilizzo dei prodotti Ogm e i concianti sono le cause principali della moria delle api. Si salva l’Apis Mellifera Sicula che non ha subito le “violenze genetiche” dell’uomo. La ligursica e la carnica sono state sottoposte a selezione da più di un secolo, alla ricerca delle api produttrici di miele e più calme, trascurando altri aspetti. Occorre pensare che le api esistono da milioni di anni, c’erano già nell’era dei dinosauri. Sono state capaci di superare le glaciazioni e solo la mano dell’uomo le ha rese fragili.

L’ape sicula, invece, è stata “salvata” alla fine degli anni ’80, proprio da Carlo Amodeo grazie a un lavoro guidato da Pietro Genduso, appassionato e docente universitario. Da lì prende il via uno studio importante sull’ape nera che venne portata su quattro isole: Ustica, Alicudi, Filicudi e Vulcano per la riproduzione in purezza. «Le api si accoppiano in volo – spiega Amodeo – e la regina vola per chilometri. Per questo è stato necessario isolarle. Con un progetto della Regione si è avviata la riproduzione dell’ape mellifera sicula sulla terra ferma, con l’individuazione delle stazioni di fecondazioni (ad esempio  San Vito lo Capo).

Un progetto portato avanti grazie al supporto di Slow Food

Per quanto riguarda la produzione di miele la Sicilia è la terza regione in Italia. Con i cambiamenti climatici la produzione, in media, è calata. In Sicilia la zona più produttiva è quella dell’Etna. Solo a Zafferana sono infatti attivi 700 apicoltori. L’ape sicula ha il suo peggior nemico nei calabroni, particolarmente numerosi nei pressi delle discariche siciliane, che la uccidono per cibarsene.

Carlo Amodeo, un esempio di passione ed esperienza

Oltre un ventennio di lavoro con l’ape mellifera sicula in purezza e due lavori di comparazione svolti tra ape sicula e ape ligustica in collaborazione con l’Istituto di biologia cellulare dell’università degli studi di Palermo ed in ultimo con il Cra-Api di Bologna, consentono di affermare che l’ape sicula pura, oltre all’estrema docilità, nel clima mediterraneo è un’ape insuperabile su tutti i fronti: produttività, precocità, resistenza alle malattie, scarsa tendenza al saccheggio, basso consumo di miele, capacità di svilupparsi anche partendo da piccoli nuclei.

Se è vero che l’ape sicula deve a Carlo Amodeo la sua attuale esistenza per averla isolata e, in collaborazione con gli Istituti di ricerca, riprodotta in purezza selezionandola geneticamente, l’apicoltore Amodeo deve a questa sottospecie molto di ciò che è riuscito a realizzare come azienda apistica (come egli stesso afferma sul suo sito).

Ecco alcune peculiarità dell’Apis mellifera sicula:

  • L’ape sicula ha una maggiore varianza genetica rispetto ad ogni altra sottospecie di ape mellifera europea, ciò è dovuto alle sue origini africane. Per varianza genetica si intende un maggior numero di geni che garantiscono una maggiore reattività rispetto ad ogni possibile problematica.
  • Sviluppo precoce della covata, anche 8 o 9 telaini tra dicembre e gennaio. Ciò consente di avere api giovani, quindi maggiore durata e dinamicità rispetto alla ligustica ed altre api nordiche, che hanno il blocco di covata invernale.
  • Ape richiesta dai serricoltori per l’impollinazione delle colture protette (angurie, cantalupi, fragole ecc..) essendo nella sua rusticità attiva e funzionale nelle situazioni estreme dei tunnels, nei quali agli 0° gradi della notte possono seguire i 40° gradi del giorno.
  • È dimostrato che in ogni alveare soltanto un’esigua parte delle api esce a bottinare e di queste soltanto il 20% circa raccoglie il polline e quindi solo queste sono in grado di impollinare il fiore. Essendo il polline necessario al sostentamento della covata ed avendo l’ape sicula abbondante covata tutto l’anno, molte più api vengono impiegate per la raccolta del polline: ciò comporta che a parità di bottinatrici le api sicule riescono ad impollinare superfici maggiori di colture.
  • L’ape sicula ha consumi di miele molto ridotti: ciò consente a parità di scorte di miele una maggiore probabilità di sopravvivenza del cassettino.
  • Forte capacità di autodifesa: in venticinque anni di lavoro con l’ape sicula non è mai successo che un’arnia o un nucleo con regina si lasciassero saccheggiare.

Nella Provincia di Messina, Giacomo Emanuele di Galati Mamertino rappresenta al meglio ‘A Brisca che nasce dalla passione per le api e il loro mondo, una passione che ogni giorno regala la gioia di un lavoro all’aperto, in luoghi bellissimi, a contatto con la natura.

Producendo miele, polline, pappa reale, propoli e cera. Gli apiari ricadono tutti nel comprensorio dei Monti Nebrodi. Data la natura del territorio su cui bottinano le api (in mezz’ora di auto si passa dal livello del mare a 1500 metri di altitudine), praticando un’apicoltura di tipo nomade, si ha la possibilità di approfittare di continue fioriture, durante il corso di tutte le stagioni, e di usufruire di pascoli incontaminati e quanto mai diversificati – agrumeti, castagneti, boschi di acacia e di eucalipto, alberi da frutta – producendo miele di altissima qualità, un eccezionale millefiori di collina, di bosco e di montagna. Il particolare e unico microclima dei Monti Nebrodi, infine, consente alle api di usufruire di fiori che, alla giusta maturazione, hanno un continuo e copioso afflusso di nettare, che consente di produrre miele di altissimo valore nutrizionale e organolettico. I produttori di ’A Brisca si sono dati un obiettivo che, grazie all’impegno di Slow Food, diventa ogni giorno più reale: reintrodurre in maniera massiccia sul territorio l’Apis mellifera sicula, una razza che rischia l’estinzione, ma è ancora presente sui Nebrodi e in altre zone della Sicilia.

Riportiamo l’intervento di Carlo Amodeo a Geo&Geo sull’Ape Mellifera Sicula del 9 aprile 2013. (informazioni da greenplanet.it , amodeocarlo.com e terramadre.org).

 Francesco Cancellieri, Centro Educazione Ambientale Messina onlus per greenreport.it

Videogallery

  • Geo&Geo 09.04.2013: Carlo Amedeo e Franco Pecoraro

  • Ape Sicula in Primavera a Trapani sui fiori d'arancio