Salviamo Moby Dick dal rischio airgun

Continua la mobilitazione contro la deriva petrolifere del governo Renzi. Appello alle Regioni

[13 agosto 2015]

State sereni petrolio

Qualche giorno fa nei pressi di Caprera, nel Parco dell’Arcipelago di La Maddalena in Sardegna, è stato avvistato un rarissimo capodoglio bianco, subito ribattezzato Moby Dick.

Il luogo dello straordinario avvistamento del capodoglio albino, mai registrato prima del 2006 nel Mediterraneo, si trova nel perimetro del Santuario dei Mammiferi Marini Pelagos, l’area protetta a livello internazionale per l’alta concentrazione di biodiversità e di cetacei: si stima la presenza di più di 8500 specie di animali che rappresentano tra il 4% e il 18% delle specie marine a livello mondiale.

Per salvare tutta questa biodiversità, Legambiente invitia ancora una volta a condividere e far girare la  petizione “Fermiamo l’airgun, salviamo i cetacei #StopOilAirgun” a ritwittate l’appello: http://bit.ly/1IGN2x2 ed a condividete il messaggio su Facebook: http://on.fb.me/1J48LAu

Gli ambientalisti ricordano che «Nei mari italiani sono ben 122mila i chilometri quadrati che potrebbero essere sottoposti ad attività di prospezione e ricerca di petrolio: una superficie che corrisponde all’estensione di tutta l’Inghilterra! Come già ribadito molte volte, l’airgun è dannoso perché il rumore che produce provoca il mascheramento dei segnali acustici con i quali gli animali comunicano, navigano, si orientano e individuano le prede. La presenza dell’airgun a breve distanza da un mammifero marino può causare danni gravi e perfino letali. I capodigli, in particolare, tendono a cessare i loro sistemi di segnali sonori per l’eco-localizzazione, la socializzazione, interrompendo anche l’attività di alimentazione, in risposta agli impulsi sonori emessi a più di 300 km di distanza!»

Il Cigno Verde continua a sferrare beccate al governo: «Nonostante il premier Renzi neghi l’evidenza del rischio trivellazioni petrolifere nei nostri mari, Goletta Verde e Legambiente non stanno affatto sereni e neanche i cetacei lo sono! Le dichiarazioni fatte da Renzi durante l’ultima direzione del PD fanno intendere che il governo ha intenzione di andare avanti sulla petrolizzazione del nostro mare e di non voler aprire un confronto con cittadini, associazioni, imprenditori e amministrazioni locali e regionali che anche in queste ultime settimane hanno fatto sentire la loro voce».

Ancora una volta, quindi, Legambiente fa appello alle Regioni  perché mantengano gli impegni presi durante il coordinamento delle Regioni il 24 luglio, a Termoli, e il 29 luglio al ministero dello Sviluppo economico  e «Perché continuino a farsi portatrici delle istanze di chi si batte per fermare la dannosa e inutile deriva petrolifera nel mare italiano e nel Mediterraneo. Oggi i governatori regionali possono mettere in campo, come hanno dichiarato più volte, tutti gli strumenti che hanno a disposizione per fermare la strada scelta e intrapresa con forza dall’attuale governo. Continuate a condividere, fermiamo insieme l’airgun!»