Riceviamo e pubblichiamo

San Rossore, il presidente del Parco contro Striscia La Notizia

«Informazioni riduttive e distorte». Le riprese nella zona della Bufalina, una delle più degradate dell'area protetta

[11 novembre 2015]

parco san rossore striscia

«Il servizio andato in onda ieri sera (10 novembre) a Striscia La Notizia fa emergere una visione profondamente riduttiva e distorta del territorio che rientra negli ambiti dell’Ente Parco: trasmissioni come Striscia La Notizia sono esperte nel fare intrattenimento, ma nel momento in cui si cimentano nei ben più seri temi dell’inchiesta e della denuncia rischiano di cadere nel generico se non nel fuorviante, o addirittura nell’inventato».

A dichiararlo è Fabrizio Manfredi, Presidente del Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, un’area protetta che conta complessivamente 24.000 ettari, fatti in buonissima parte di eccellenze ambientali e naturalistiche riconosciute da diversi organismi internazionali, all’interno dei quali sin da prima della sua istituzione sono esistite, e vi sono tuttora, situazioni di degrado quasi sempre irrisolte che potrebbero essere progressivamente eliminate solo grazie al concorso di tutte le istituzioni che sono competenti per legge in tema di sicurezza e ordine pubblico da un lato, e di inquinamento e di abbandono di rifiuti dall’altro.

Il servizio di Striscia La Notizia, fatto di luoghi comuni e di informazioni frammentarie, inizia male citando un supposto “ingresso del Parco” quando l’accesso, nella parte settentrionale dell’area protetta, è libero in qualsiasi punto, e prosegue intervistando prostitute – che contribuiscono alla situazione di degrado della zona – e imprenditori della Marina di Torre del Lago che affermano di essere stati multati “una ventina di volte” laddove quest’anno le guardie del Parco non hanno registrato alcun genere infrazione.

«È stato irritante ascoltare le dichiarazioni di certi personaggi e altre ironiche affermazioni che inducevano gli ascoltatori a ricondurre ogni problema al Parco, che non può intervenire direttamente perché non ha alcuna competenza su tali temi: nell’area protetta esistono certamente problemi di ordine pubblico – ricorda Manfredi – per i quali l’Ente Parco, ancorché impossibilitato a intervenire, è spesso impegnato ad invitare le Forze dell’ordine e le Prefetture ad una maggiore vigilanza, e sono presenti discariche abusive e situazioni di spargimento di rifiuti, che l’Ente provvede periodicamente a segnalare ai soggetti preposti, in primo luogo le amministrazioni comunali e le loro società di raccolta e smaltimento.

L’Ente Parco, che è la prima vittima di situazioni del genere, per legge non può quindi fare altro se non organizzare eventi eccezionali di volontariato per la rimozione di rifiuti e altre iniziative che hanno principalmente l’obiettivo della sensibilizzazione dei cittadini – prosegue il Presidente del Parco – Per quanto riguarda invece la sicurezza e l’ordine pubblico, servirebbe più rigore, come ha recentemente mostrato il Comune di Pisa nel contesto dell’ex campo rom della Biattiera, dove negli anni si era consolidata una situazione, non più tollerabile, di grave inquinamento e degrado ambientale.

Sul fronte dell’imprenditoria, l’Ente è stato ed è tuttora volano di sviluppo ed ha sempre cercato di favorire lo sviluppo di attività economiche, compatibilmente con contesti ambientali comunque profondamente diversi a seconda della porzione di area protetta interessata: è il Parco stesso che, nella maggior parte dei casi, ha creato i presupposti per la loro presenza all’interno dell’area protetta. È pure naturale che – conclude Manfredi – tra le centinaia di imprenditori che operano all’interno del Parco, di vario genere, vi siano coloro che rispettano pienamente le regole (che è logico siano più rigorose rispetto a quelle di zone che non sono “aree protette”) e coloro che si rendono responsabili di abusi edilizi o della mancanza di rispetto di norme e di regolamenti urbanistici.»

Come avviene per qualsiasi istituzione pubblica, esiste un preciso quadro normativo di riferimento, e quindi competenze e poteri ben definiti, in base ai quali l’Ente Parco agisce: e si tratta, ovviamente, di competenze e poteri limitati. Il Parco non è infatti “lo Stato”, che ha il dovere di intervenire nelle questioni di ordine pubblico, e non svolge neanche i compiti tipici delle amministrazioni comunali, tra cui rientrano ad esempio, in via diretta o tramite le società da loro delegate, le attività di rimozione di discariche abusive e rifiuti. Oltre alle competenze nel campo della pianificazione del territorio e alle tipiche attività di tutela di fauna e flora svolte dalle aree protette, l’Ente interviene sul tema della vigilanza antincendio, e si occupa di antibracconaggio, di prelievi faunistici e di vigilanza ambientale: quest’ultima attività, però, è condotta non certo in via esclusiva, ma nel rispetto delle prerogative altre forze dell’ordine e di polizia, poiché l’amministrazione dispone attualmente di un organico di appena dodici guardiaparco.

di Ente Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli